L’importanza dei centri antiviolenza

Date
Nov, 25, 2019

Il 25 novembre si celebra la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Fu istituita il 17 dicembre 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e da allora rappresenta il momento più importante dell’anno per parlare, informare e sensibilizzare su questo grave problema che riguarda tutti i Paesi del mondo, anche se sarebbe necessario parlarne tutti i giorni.

Ho svolto il mio tirocinio post laurea in psicologia in un centro antiviolenza di Firenze, l’Associazione Artemisia Onlus, e devo dire che l’esperienza mi ha lasciato tanto. Così ho deciso di svolgere al centro anche il Servizio Civile Regionale e di rimanere a collaborare sia come volontaria sia come libera professionista lavorando nelle case rifugio che l’associazione offre a donne con bambini in situazioni di grave difficoltà.

Mi sono trovata a lavorare in un ambiente per me nuovo, accogliente e rassicurante con operatrici, volontarie, tirocinanti con tanta positività, occhi entusiasti, sorrisi rasserenanti.

Ho scoperto che le donne che si rivolgono al Centro sono donne come me e che la violenza non è ciò che può accadere nelle strade buie e isolate delle città o nelle famiglie multiproblematiche e nei contesti più degradati.

L’Associazione Artemisia offre ascolto, consulenze e supporto gratuito a queste donne, con o senza figli, che vivono una situazione di violenza. Le segnalazioni e la richiesta di aiuto possono pervenire sia dalle donne stesse che da terzi come servizi territoriali, professionisti privati, enti pubblici e privati, strutture sanitarie ambulatoriali e ospedaliere, forze dell’ordine, tribunali, associazioni e organismi del terzo settore in genere.

Il centro antiviolenza è un luogo di donne competenti che utilizzano le loro professionalità in modo sinergico per raggiungere l’obiettivo comune relativo all’aiuto da offrire alle donne vittime di violenza fisica, psicologica, economica, sessuale e vittime di stalking. Accoglie donne di qualsiasi età, religione, cultura, livello di istruzione, estrazione sociale e i servizi offerti sono:
– ascolto telefonico;
– colloquio di accoglienza per ascolto e supporto e analizzare insieme la situazione;
– consulenza/assistenza legale;
– consulenza/assistenza sociale, psicologica e psicoterapeutica;
– orientamento al lavoro e reinserimento socio-lavorativo;
– gruppi con altre donne che hanno vissuto esperienze di violenza;
– accompagnamento, se necessario, nell’accesso ai servizi sociosanitari, ai tribunali, alle Forze di Polizia;
– progetti con i/le figli/e delle donne vittime di violenza assistita.

Viene offerta inoltre ospitalità residenziale nelle situazioni a maggiore rischio per le donne con i loro figli: le case rifugio del centro antiviolenza accolgono donne e bambini che hanno necessità di allontanarsi da una situazione di grave pericolo.

Il Centro Antiviolenza è un luogo di transito verso l’autonomia e la crescita personale, un luogo per sottrarsi alla violenza, un luogo di riavvicinamento alla libertà. Si cerca di dare fiducia per avere fiducia e costruire insieme il percorso di uscita. Si cerca di aiutare la donna a ritrovare la forza e il coraggio per costruirsi un progetto di vita futura concreto che tuteli la sua salute psicofisica e quella dei suoi figli partendo dall’analisi della propria storia personale, dei sensi di colpa, del vissuto di violenza al fine di riacquistare un livello di autostima tale che le permetta di gestire e superare le difficoltà.

In questo percorso che ho deciso di intraprendere mi sono imbattuta in storie difficili e sofferte, ho incrociato storie di donne che provavano a dimenticare, a cancellare o ad annullarsi pur di non sentire il dolore di una ferita sempre aperta e troppo profonda per guarire, per non aver bisogno di cure, di assistenza, ferite nascoste per la vergogna di un giudizio, per l’errata convinzione di averne colpa.

Quello che è importante sapere è che chi lavora in un centro antiviolenza non giudica. Lavoriamo moltissimo su noi stesse per eliminare giudizio e pregiudizio, facciamo formazione continua. È importante guardare negli occhi la donna che si è rivolta a noi e trovare una soluzione. La violenza è una spirale, un circuito, sono tantissime le questioni da approfondire, anche per far emergere lo schema di chi manipola e di chi viene manipolato, per non ricaderci.

E se tanto mi danno le mie colleghe, altrettanto importanti nel mio percorso sono state e sono le donne che si rivolgono al Centro e che ho avuto modo di conoscere. Sono state e sono infatti importanti per me nel mio percorso di crescita personale e professionale.

Ho trovato un lavoro, ho trovato un gruppo di donne che ogni giorno lottano non solo per i diritti delle donne che si rivolgono al Centro ma per quelli di ogni donna. Ho trovato un luogo di donne per le donne. Sono felice che le donne, i loro diritti e la lotta contro la violenza sulle donne continui a far parte della mia quotidianità.

Martina Gorini

Redazione

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