Quando ad avere l’alzheimer è una persona che ami

Date
Set, 23, 2019

“Sta diventando sempre più distratto”.
“Certe volte mi sembra completamente assente”.
“Non credo possa più essere lasciato solo”.
Spesso è cosí che noi familiari iniziamo, passo dopo passo, a prendere consapevolezza che la persona che amiamo non è più la stessa ed ahimè, non lo sarà più.

Stiamo parlando del morbo di Alzheimer, una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale. Il sintomo più precoce e frequente è quello di non ricordare eventi recenti. Purtroppo non c’è ancora una cura, e questo non fa altro che rendere noi parenti spettatori frustrati ed impotenti davanti al progredire di quello che inizialmente si spera essere semplicemente una perdita di memoria dovuta all’avanzare dell’età.

Impotenza, è questo infatti ciò che fa più male: non avere la possibilità di combattere per e con il nostro familiare. E soprattutto, non sapere con certezza quanto lui stesso si renda conto di ciò che gli sta accadendo, dei pezzettini di vita che piano piano la sua memoria sta lasciando volare via.

Lavorando per anni in strutture per la terza età, ho conosciuto molte persone affette da Alzheimer ed è indescrivibile la tenerezza che quegli sguardi persi trasmettono. Sono sguardi di un bimbo che si approccia alle novità della vita, spaventato e stupito da tutte quelle piccole cose che un tempo non erano altro che parte della quotidianità.

La stessa tenerezza diventa però rabbia quando quello stesso sguardo lo ritrovi in una persona che ti ha cresciuto, che per anni è stata per te un esempio, un punto di riferimento, una certezza.

Alzheimer donna

Puoi essere stato un medico affermato, un professore universitario, un noto neuropsichiatra. Questo non conta, una volta “colpito” dall’Alzheimer perderai pian piano la tua identità ed il tuo vissuto, che in qualche modo rimarrà ancora più scolpito nella mente di chi ti sta accanto ed affronta inerme al progredire di questa malattia.

L’Alzheimer è un mostro che divora non solo il paziente ma anche e forse soprattutto chi gli è intorno. Non essere piú riconosciuto dopo una vita passata insieme è un dolore profondo. Avere la persona che si ama lí accanto ma in realtà non averla realmente è lancinante. Fa male cercare quello stesso abbraccio ricevuto per anni e non trovarlo, condividere i propri pensieri con la persona che è stata da sempre il tuo primo confidente ma trovare come risposta uno sguardo perso.

L’Alzheimer è un percorso difficile soprattutto per chi sta accanto. Un percorso che durante i pochi momenti di lucidità che queste persone potrebbero avere, amaramente ci illude.

Sperando arrivi presto una cura per combattere questa maledetta malattia, l’unica cosa che noi parenti possiamo fare è continuare ad amare chi non riconosciamo più. Amarlo più forte e con più determinazione perché anche se non arriveranno più le nostre parole, il nostro cuore saprà benissimo come recapitare il nostro messaggio.

Per maggiori informazioni, potete consultare il sito ufficiale della Federazione Alzheimer Italia.

Olimpia Genova

Olimpia Genova

Expat a Dubai da quasi 5 anni, amante della moda, lettrice accanita e curiosa di natura. Sono laureata in economia sanitaria ma appassionata del mondo digital a cui mi sono avvicinata negli ultimi anni. Molto sorella, tanto amica, incondizionatamente mamma.

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