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Famiglia numerosa: 8 motivi per cui non è dura come pensate

bambini famiglia numerosa

Se qualcuno mi avesse detto, anni addietro, che avrei avuto 4 figli in due anni (se vi chiedete come, leggete la nostra storia), probabilmente avrei avuto parecchia paura. Forse così tanta che non avrei avuto il coraggio di provare. Per fortuna, invece, ci sono cascata dentro in questa storia della famiglia numerosa, nel giro di due anni e con appena due gravidanze.

Ciò che non si conosce tende sempre a spaventare e quando si conosce la fatica di avere un figlio, l’idea di doverla moltiplicare per l’arrivo di altri bimbi, può far davvero paura. Chiedete alla me di 5 anni fa quando ha visto all’ecografia che alla seconda gravidanza sarebbero stati di nuovo gemelli!

Mi capita, a volte, di parlare con mamme che vorrebbero un altro figlio, ma temono troppo di non farcela. Mi guardano come un’aliena o una sorta di essere superiore, per il solo fatto di essere sopravvissuta e aver mantenuto un’apparente sanità mentale. Inutile dire che non sono né aliena, né tanto meno un essere superiore (e sulla sanità mentale ci sarebbe da parlare…); ho la fortuna di essere un essere umano e la principale caratteristica di tale specie è la straordinaria capacità di adattamento.

La famiglia numerosa: è davvero così dura?

Ho la profonda convinzione che avere un figlio unico, costi, potenzialmente, la stessa fatica che avere una famiglia numerosa. Dico “potenzialmente”, perché c’è sempre la possibilità di auto-sabotarsi e convincersi che tutto sia difficilissimo, estremamente faticoso e pressochè insuperabile… nel qual caso sarà davvero un incubo, ma questo, in realtà, vale anche con un unico figlio.

Nonostante provi un certo compiacimento nell’essere considerata un semidio dalle persone che incontro sulla mia strada, penso sia doveroso uscire allo scoperto e raccontare i lati nascosti delle famiglie numerose. Le famiglie numerose non sono uguali alle altre (ammesso che esistano due famiglie uguali), sviluppano dinamiche molto diverse e le personalità dei loro componenti ne sono inevitabilmente influenzate. Tuttavia, come ci saranno aspetti complessi da gestire all’aumentare del numero dei figli, allo stesso tempo, si scioglieranno altri nodi, rendendo lo scorrere delle giornate molto più fluido di quanto non si possa immaginare.

E’ proprio su questo lato della medaglia che vorrei soffermarmi in questo post… che ci volete fare, sono un’inguaribile ottimista! Ecco, quindi:

8 motivi per cui avere una famiglia numerosa non è dura come pensate

1- In una famiglia numerosa si impara a selezionare ciò che è davvero importante e non farsi sbilanciare da ciò che non lo è

Semplicemente non c’è tempo per farsi destabilizzare dalla maglietta macchiata 47 secondi dopo che uno dei figli l’ha presa dall’armadio… senza dubbio potrà aspettare indossata fino alla prossima lavatrice (che tanto…chevvelodicoafare, è questione di ore). Uno dei bambini non vuole mangiare perché il menu non è di suo gusto? Succede quando i palati da soddisfare sono tanti, ma senza dubbio mangerà a sufficienza al pasto successivo. Insomma, la quotidianità è costellata da piccoli eventi che, spesso, provocano stress e tensione, ma che, se ci pensiamo bene, non sono poi così importanti. Se abbiamo tempo ed energie per occuparcene, finiremo probabilmente per farlo, arrivando a sera esausti. Quando il tempo non c’è, semplicemente si passerà oltre con più leggerezza.

2- I figli, nelle famiglie numerose, tendono a diventare più tolleranti e sopportare meglio le piccole delusioni

Mentirei se dicessi che le liti tra fratelli e i capricci, in casa nostra, non sono all’ordine del giorno. Lo sono esattamente come in tutte le famiglie. Tuttavia i bambini sanno che la divisione e condivisione, sia degli oggetti materiali che delle attenzioni, è parte della vita della nostra famiglia. In realtà non conoscono una situazione diversa da questa, ci crescono dentro e si adattano, molto più facilmente di quanto possa fare un figlio unico.

3- Si capisce presto che le regole devono essere pochissime ma vanno rispettate da tutti

Sempre all’interno del discorso “di tempo ce n’è poco”, non è pensabile mettere in discussione ogni regola. I genitori di famiglie numerse tendono a non farsi coinvolgere da ogni capriccio, ma analizzarlo in fretta e risolverlo “tagliando corto”. Mi rendo conto di questa diversità quando siamo in visita dai nonni; lì le regole sono infinite, i bambini non possono fare ¾ delle cose che io a casa gli permetto e le giornate passano scandite dai “no” a ripetizione. Si tratta, però, di “no per principio”, non di “no per sicurezza” o “per necessità”…insomma, dei no per i quali nessuno vuole davvero impegnarsi al 100% perché vengano rispettati. I miei “no” sono pochi, ma cascasse il mondo, rimangono dei no e questo aiuta moltissimo.

Lo stesso vale per le piccole delusioni. Un giocattolo rotto dal fratello, una scampagnata interrotta, per tutti, a causa del comportamento scorretto di uno solo, l’impossibilità di visitare o avere qualcosa di troppo costoso per tutti… sono alcuni esempi. Chi cresce in una famiglia numerosa impara presto a fare i conti con piccole delusioni e frustrazioni e ne viene meno destabilizzato.

4- Non spetterà a noi genitori intrattenere i figli 24 ore su 24, ci penseranno tra loro lasciandoci un po’ di tempo per noi

bambini insieme famiglia numerosa

Certo questa regola non vale molto quando alcuni dei bambini sono ancora molto piccoli, ma appena raggiungeranno l’età dell’autonomia (nel nostro caso, l’età dell’autonomia si è aggirata intorno ai 2,5 – 3 anni), il “branco” ci alleggerirà di moltissimo lavoro. Tante mamme di figli unici mi hanno detto che non si immaginano come farebbero con un altro figlio visto che già quello che hanno non le molla un minuto dalla mattina alla sera.

Ecco… io è una sensazione che non conosco.

Se ho tempo e voglia, amo mettermi a giocare insieme a loro, ma se, per qualsiasi motivo, non posso farlo, trovano un gioco per conto loro. I bambini cresciuti in famiglie numerose, sono perfettamente coscienti del fatto che mamma e papà non possono essere monopolizzati. Se da un lato, è molto importante trovare tempo da dedicare ad ogni songolo bambino individualmente, il cosiddetto tempo 1:1, dall’altro, non ci sarà una ricerca strenuante di tale contatto.

5- Si fa pace con la consapevolezza di non poter avere 10 occhi e 10 braccia e si impara ad essere meno apprensivi

Ho perso il conto delle volte in cui, al parco giochi, qualche genitore sconosciuto si è sentito in dovere di “salvare” i miei figli da qualche attività che, evidentemente, reputava ad altissimo rischio. Sento spesso sguardi carichi di giudizi sul mio essere eccessivamente indifferente ai pericoli. Il fatto è che, giorno dopo giorno, non potendo intervenire costantemente, ho visto quello di cui erano capaci i bambini.

Su quell’albero alto 4 metri, non ci sono arrivati questa mattina per la prima volta, mentre io li ignoravo bellamente. Hanno iniziato a salirci non appena hanno iniziato a camminare, mentre molti loro coetanei venivano tenuti per mano o portati in braccio. Prima timidi tentativi poco convinti, poi qualche ginocchio sbucciato per le prime scivolate a pochi cm da terra, passando per qualche sano pianto di frustrazione. Le abilità acquisite con le infinite prove e gli errori sono, a me che li osservo da anni, assolutamente evidenti e mi permettono di non agitarmi più di tanto.

Non si può avere tutto sempre sotto controllo con tanti figli e questo responsabilizza anche loro. Imparano a non essere sempre frenati e se da un lato si godono la libertà sperimentando più dei loro coetanei, dall’altro sanno che sta anche a loro valutare i rischi delle loro azioni e soprattutto sanno che questi rischi esistono, visto che nessuno gli ha mai impedito di venirne a contatto.

6- I figli più grandi saranno un naturale esempio per i più piccoli, che tenderanno ad imparare molto più velocemente

Mi accorgo di questa cosa ogni giorno. I bambini non guardano solo a noi genitori come un esempio, ma anche moltissimo ai fratelli maggiori. Vogliono partecipare ai loro giochi, ascoltano attentamente tutto quello che dicono e osservano ciò che fanno, finendo per imparare con grande anticipo rispetto ai primogeniti.

7- I fratelli maggiori, nelle famiglie numerose, si faranno carico, in maniera naturale e autonoma, di parte della cura di più piccoli

Sono profondamente convinta che ai bambini vada dato modo di rimanere bambini il più a lungo possibile, senza caricarli di responsabilità troppo grandi per loro. Non ho mai chiesto alle due sorelle maggiori di prendere il mio posto, tuttavia capita che loro sentano questa responsabilità. Se tutti sono in giardino a giocare insieme, non è raro che una corra da me ad avvisarmi che uno dei piccoli sta facendo qualcosa di, a suo avviso, pericoloso. Se ci troviamo in un posto affollato, mi accorgo di quanto, anche le grandi, facciano attenzione che si rimanga tutti uniti. Non è una richiesta nostra e non permette a noi genitori di delegare responsabilità, ma resta comunque un grande aiuto nella vita di tutti i giorni.

In fondo le famiglie nei tempi dei nostri nonni, spesso erano famiglie numerose e funzionavano proprio nello stesso modo. I primogeniti, crescendono si facevano carico di parte della cura dei piccoli.

8 – I figli sono stimolati ad una maggiore autonomia e responsabilità

Non potendo occuparsi di tutto, nelle famiglie numerosa i genitori tendono a concedere maggiore autonomia ai bambini già nei primissimi anni di età. Questo, se all’inizio si traduce in realtà in un lavoro maggiore, presto consentirà di ridurre di molto ciò di cui mamma e papà si devono occupare. I bambini inizieranno presto a vestirsi da soli, a pensare autonomamente a cosa può servirgli per uscire, ad occuparsi di piccole incombenze come apparecchiare e sparecchiare.

Non sono i genitori a dover pensare a tutto, ma ognuno, compatibilmente con le sue possibilità, contribuirà all’organizzazione quotidiana.

Spesso mi chiedono come faccia a preparare tutti in tempo per uscire al mattino; la verità è che non è affatto un’operazione complicata. La routine familiare è rodata e ognuno, salvo imprevisti, si occupa di ciò che lo riguarda. Certo, non sempre le scelte dei bambini, soprattutto in termini di outfit, sono in linea con quelle che avrei preso io se me ne fossi occupata personalmente, ma fa parte del “gioco” ed è una vera e propria scuola.

Quando c’è da occuparsi di uno o due figli, spesso per comodità e rapidità, si tende a farsi carico di tutto. E’ una tendenza che avrei anche io. Se il tempo, però, per preparare 4 bambini contemporaneamente, per quando velocemente, non c’è, si è costretti a far sì che facciano da soli. Una volta accettate le “imprecisioni” e le “stramberie” legate alle loro scelte, l’alleggerimento è notevole e si scopre quanto, spesso, le capacità dei bambini vengano sottovalutate.

Quindi, è più facile crescere una famiglia numerosa piuttosto che un unico figlio?

Ho detto che sono un’ottimista per natura e ho voluto raccontare gli aspetti che spesso sfuggono a chi non conosce le dinamiche di una famiglia numerosa, ma la risposta alla domanda è no. La fatica c’è e a volte è tanta, ma probabilmente si concentra dove meno ce lo si aspetta. La difficoltà non stà tanto nel “fare”, nell’occuparsi di tante faccende quotidiane, nel dover star dietro a tutte le attività dei bambini. Almeno, non per la mia esperienza. La vera fatica e enorme difficoltà è l’alienazione a cui si tende, quando bisogna gestire una famiglia numerosa. La mancanza di tempo per sè, la difficoltà di mantenere contatti sociali di qualità, la necessità di investire la quasi totalità del proprio tempo, all’interno della famiglia.

In effetti potrebbe essere un ottimo tema per un prossimo articolo… mi metterò al lavoro!

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4 comments

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    Mamma Avvocato 16 maggio, 2019 at 22:15 Rispondi

    Osservazioni acute e, per quanto mi riguarda, condivisibili. Io di figli be ho solo tre ma, spesso, da quando ho i gemelli mi rendo conto che per certi versi ho più tempo io che molte mamme di figli unici che si affannano 24h su 24h intorno al loro piccolo. Poi, certo, la fatica dei gemelli nei primi anni la conosce solo chi li ha, però i lati positivi ci sono eccome! Bel post!

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