Manipura significa città delle gemme. Il terzo chakra è chiamato così perché è il centro del fuoco, Tejas, che brilla ed è luminoso come un gioiello, raggiante di vitalità ed energia.

Manipura: il terzo chakra

Manipura è il centro del potere personale e fisico, dell’autoaffermazione, dell’autostima, del dinamismo e del dominio. È associato ai desideri e alle ambizioni, alla volontà e capacità di governare. Quando è in equilibrio si sviluppa carisma, forza di volontà, saggezza, onestà e rispetto degli altri.

A livello più profondo è il centro delle intuizioni, delle sensazioni che arrivano appunto “dalla pancia”.

Manipura è situato nel centro del corpo, dietro l’ombelico. Il plesso solare è il principale centro del processo digestivo e del metabolismo del cibo. Le sue corrispondenze nel corpo fisico sono stomaco, fegato, pancreas, cistifellea, ghiandole surrenali, occhi; è associato infatti al senso della vista.

 

E’ raffigurato da un loto giallo luminoso con dieci petali, al cui interno si trova un triangolo rosso, lo yantra che simboleggia l’elemento fuoco. Il suo bija mantra è Ram.

Il suo colore è il giallo, le pietre e i cristalli correlati sono tutte le pietra gialle e in particolare quarzo, citrino e calcite gialla.

Lo squilibrio rajassico porta all’aggressività, alla mania di controllo sugli altri e sulle situazioni, alla tendenza al dominio sugli altri, al dispotismo, all’attenzione ossessiva alla propria immagine, alla costante tensione fisica ed emotiva (ingordigia o sete di potere e successo). Lo squilibrio tamasico invece ha come conseguenza blocchi emotivi, incapacità di agire, pigrizia, apatia, depressione, senso di inferiorità e inadeguatezza, dolori generalizzati, bruciore di stomaco, problemi a fegato e pancreas, diabete, respiro ridotto (per la contrazione del diaframma), problemi alla vista.

Alcuni suggerimenti per il riequilibrio energetico

Attività e abitudini: esercizi di decontrazione degli occhi, giochi creativi con i colori, rilassarsi durante l’espirazione, meditazione a due (rilassarsi guardando negli occhi l’altra persona), praticare il Karma Yoga (agire in modo altruistico, facendo qualcosa per gli altri senza che lo sappiano), evitare dolci e cibi stimolanti (caffè, alcol, fumo), cambiare le proprie abitudini e rompere la routine, cercare di migliorare l’immagine che abbiamo di noi stessi.

Asana: tutte le posizioni di forza e le torsioni.

Ho scelto per voi:
Kakasana (il corvo)

Kakasana, chakra

Ardha Matsyendrasana

Ardha Matsyendrasana Chakra

Parivrtta Parsvakonasana (angolo laterale ruotato)

Parivrtta Parsvakonasana Chakra

Parivrtta Trikonasana (triangolo rivoltato)

Parivrtta Trikonasana Chakra

Virabhadrasana III (guerriero III)

Virabhadrasana III

 

Pranayama: sedetevi comodamente, con la colonna vertebrale ben distesa, per eseguire la respirazione yogica completa, una tecnica composta da tre fasi che si susseguono in modo fluido e armonioso: la respirazione diaframmatica, la respirazione toracica e la respirazione clavicolare. Inspirazione ed espirazione devono avvenire attraverso le narici, a bocca chiusa. Inspirando iniziate a portare il respiro nell’addome, lasciandolo espandere completamente, e riempite la parte bassa dei polmoni; proseguite espandendo il torace in fuori e verso l’alto e la parte mediana dei polmoni; infine sollevate la clavicole riempiendo la parte più alta dei polmoni. Potete aiutarvi contando mentalmente per lo stesso numero di secondi per ognuna delle tre fasi. Espirate profondamente e lentamente. Eseguite da 5 a 10 cicli.

Meditazione: visualizzate un sole giallo e fiammeggiante al centro dell’ombelico e la luce che da questo centro si irradia in tutto il corpo.

Mantra: dedicati a Sita e Ram come Love, Peace and Freedom / Sita Ram di David Newman.
Paola

Paola Puricelli

Paola Puricelli

Paola, classe 1980, moglie, mamma, yogini vegana e amante della natura.

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