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IL BONDING: UN LEGAME INDISSOLUBILE PER TUTTA LA VITA

Il bonding

Dall’inglese bond, attaccare, vincolare, incollare; è il termine più adatto a spiegare il legame profondo che si instaura tra mamma e figlio, un vincolo speciale che parte da subito dopo la nascita e che dura tutta la vita.
Il legame stretto tra madre e bambino nasce già durante la gravidanza, ma i momenti subito dopo la nascita sono fondamentali per far sì che madre e figlio, attraverso l’olfatto, la vista e il tatto, inizino ad innamorarsi.

Come si può favorire il BONDING?

Le due ore post parto, durante le quali mamma, babbo e bimbo, rimangono in sala parto, sono fondamentali. E’ questo il primo momento da soli, la prima conoscenza, il primo contatto.
Favorire l’intimità, la tranquillità e la possibilità di stare soli, aiuta a favorire il bonding; a far sì che il bimbo si tranquillizzi e si adatti al nuovo ambiente.

Il bonding

La prima cosa da fare è mettere il neonato nelle braccia della mamma, favorendo il contatto pelle a pelle nelle due ore successive al parto, senza attuare nessuna separazione se il loro stato di salute lo permette.
In questa fase il bambino è molto attivo e percepisce ciò che lo circonda: in questo momento avviene il suo primo, importantissimo contatto col mondo.
È stato dimostrato che l’unica necessità dei neonati sani nei primi minuti è di essere asciugati e avvolti in un asciugamano tiepido, sentire l’odore della mamma, attaccarsi al seno.

Ogni altra routine oltre a non essere utile è di ostacolo al bonding e pertanto dovrebbe essere rimandata (pesare e misurare i neonati ed eventuali profilassi).
Rispettando l’intimità dei genitori e del bambino, quest’ultimo smette di piangere a pochi secondi dalla nascita e si tranquillizza con grande velocità, viceversa i neonati separati dalla mamma subito dopo il parto piangono più a lungo e si calmano con difficoltà.

Quando il BONDING non è possibile

Se mamma e bimbo vengono separati subito dopo la nascita, il bonding viene rimandato; l’importante è che i genitori possano vedere il loro bambino il prima possibile e magari accarezzarlo e toccarlo.
Riunire il prima possibile mamma e bambino aiuta a superare in modo efficacie il distacco e lo stress che ne deriva.
Anche quando il neonato è in una incubatrice è possibile interagire con lui, prima attraverso un contatto olfattivo (usando delle stoffe con l’odore della mamma), utilizzando la voce, gli sguardi, le carezze; poi, quando sarà possibile prenderlo in braccio, attraverso un’assistenza con il metodo canguro.

Il bonding

Anche in caso di cesareo, quando dopo un brevissimo contatto, il piccolo viene separato dalla mamma, può essere il papà a farne le veci.
In questo caso sarà il papà a tenere pelle a pelle il neonato e a stabilire un primo contatto con il piccolo.
I papà partecipando attivamente al parto, sono coinvolti con tutti i sensi e anche per loro sarà più facile far partire il legame indissolubile con il proprio bambino.

Un periodo magico

Le due ore successive al parto sono fondamentali, un vero e proprio periodo magico; infatti sono presenti una serie di ormoni che svolgono un ruolo importantissimo nel legame madre-neonato:

• ossitocina: l’ormone dell’amore, prensente quando ci innamoriamo e ogni volta che facciamo l’amore. Raggiunge le più alte concentrazioni nel sangue materno dopo mezz’ora dal parto, stimolando comportamenti di accudimento; è dimostrata una correlazione tra i livelli di ossitocina e la capacità di empatia e di un migliore rapporto con sé e con gli altri.

• endorfine: raggiungono un livello molto alto nelle prime due ore dopo il parto. Si tratta di oppiacei naturali, determinano capacità percettive e ricettive, sensazioni di piacere e gratificazione.

• adrenalina materna: un picco di rilascio di ormoni adrenalinici nelle ultime contrazioni rende la madre energica, attenta, l’adrenalina materna accresce quella fetale: anche il bimbo ha le “antenne” alzate alla nascita.

• adrenalina fetale: mette il neonato in grado di adattarsi al mondo extrauterino e di promuovere il processo dell’attaccamento.

• prolattina: raggiunge il picco massimo a due ore dal parto, agisce sui comportamenti materni di “nidificazione” e accudimento.
Ostetrica Caterina

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