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AUSCHWITZ UNA MOSTRA PER RIFLETTERE

Auschwitz una mostra

Una scarpa, mille storie di vite recise

Una piccola scarpa col suo calzino dentro. Uno degli oggetti esposti alla mostra dedicata al campo di concentramento di Auschwitz che ho visitato qualche giorno fa qui a Madrid. E’ l’unica cosa che resta di un bambino anonimo che varcò la soglia di Auschwitz per non uscirne mai più. Un brivido corre lungo la schiena, quella scarpa non è poi così diversa da quelle dei nostri bimbi, nipoti, figli di amici o conoscenti.

Auschwitz una mostra

Quel bambino arrivò al campo di concentramento con la sua famiglia, a bordo di vagoni pieni di gente, senza luce e senza aria. Per essere rieducati e formati, gli raccontavano. Arrivò spaventato ma nella sua innocenza avrà pensato di essere in qualche modo al sicuro con la sua mamma ed il suo papà. Invece non era così. Un’ideologia folle aveva deciso che lui non aveva il diritto di crescere e vivere una vita normale ma avrebbe dovuto morire così piccolo, nudo, assassinato in una camera a gas. Come questo bimbo, migliaia di altri bambini. Solo ad Auschwitz morirono più di un milione di persone.

Auschwitz: un percorso tra storia e testimonianze

La mostra è piena di storie come questa. Gli oggetti e le testimonianze sono stati raccolti a creare un emotivo racconto di una terribile realtà. Tutto ciò fa riflettere ancora una volta su come sia possibie che l’uomo arrivi a compiere tali atrocità. Eppure è successo “non molto lontano da noi, non molto tempo fa” come recita il sottotitolo dell’esposizione.

Avevo già visto molti documentari sull’Olocausto ma questa mostra mi ha fatto conoscere altri particolari atroci. Il percorso si snoda tra oggetti originali e video con le testimonianze di alcuni sopravvissuti e ci fa conoscere in profondità uno dei capitoli più bui della storia dell’umanità. Le cartoline con messaggi positivi che le SS obbligavano i prigionieri a scrivere alle loro famiglie dettando messaggi diametralmente opposti alla realtà, il gioco da tavolo antisemita, alcune rarissime foto dei forni crematori in funzionamento. Documenti che lasciano a bocca aperta e che ci invitano a non dimenticare quell’assurdo assassinato di massa a pochi giorni dalla Giornata Internazionale dedicata della Memoria delle vittime dell’Olocausto che si celebra il 27 Gennaio.

Auschwitz una mostra

Dopo Madrid, la mostra viaggerà per tutto il mondo, visitando 14 città in Europa e negli Stati Uniti per compiere il suo scopo di testimoniare e far riflettere sulla natura dell’essere umano. Se avrete l’opportunità di visitarla non lascetevela scappare. Troverete più informazioni sul sito.

Per concludere vi lascio una frase di Primo Levi: “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perchè ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre”.
Monica

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