Books

SOTTO IL PONTE MORANDI

Sotto il Ponte Morandi

Genova dopo il crollo del Ponte Morandi

Vi siete mai chiesti quanto sono sicure le vie di comunicazione che quotidianamente percorriamo? Forse lo avrete fatto alla luce di quello che è accaduto il 14 agosto a Genova.

E’ proprio pensando alla bellissima città portuale che a noi del Team di NotOnlyMama è venuta voglia di sapere come vivono oggi le persone colpite dal crollo del ponte Morandi.
Per rispondere a questa domanda abbiamo voluto dar voce a Francesca Rovereto, ingegnere genovese che da dieci anni lavora nell’area “rossa” collocata sotto al viadotto maledetto.
Pochi giorni fa è uscito il suo libro e noi lo abbiamo letto per voi: Sotto il Ponte Morandi.

Sotto il Ponte Morandi

SOTTO IL PONTE MORANDI

Francesca Rovereto
Erga edizioni

Sono passati 10 anni da quando Francesca varcò per la prima volta la soglia dell’ Azienda in cui lavora, i cancelli e le guardie armate si trovavano esattamente a ridosso del viadotto Morandi.
Fino a quel momento, da radicata ponentina, quel ponte per lei aveva rappresentato i pomeriggi in centro città. Ed invece a vederlo così, da sotto, improvvisamente le appare cupo, incombente e fragile.
La routine lavorativa di Francesca la porta a frequentare giornalmente l’area che si trova sotto al Ponte Morandi, dalle pause pranzo agli aperitivi con i colleghi.
I primi mesi del nuovo lavoro scorrono relativamente tranquilli fino a quando un giorno i primi calcinacci iniziano a venire giù e danneggiano diverse macchine parcheggiate nel perimetro aziendale. Gli ingegneri dell’ufficio tagliano corto insistendo sul fatto che l’Italia è un paese civilizzato ed evoluto e non bisogna allarmarsi. Sarebbe bello potergli dare ragione se non fosse che un giorno, quel maledetto 14 agosto 2018, tutto crolla portandosi via 43 anime.

Francesca è una genovese ferita, terribilmente arrabbiata contro un sistema che non ha funzionato, ritiene che il crollo del Ponte sia semplicemente inaccettabile, di una gravità senza precedenti.
Grazie a questo libro mette in fila i suoi pensieri e cerca di rendere costruttiva la sua rabbia.
La sua denuncia è chiara: un’infrastruttura vitale è venuta a mancare e ora i disagi che ne conseguono sono colossali. Pensiamo alla quotidianità di chi si trova a lavorare nell’area adiacente al moncone del viadotto, ora impiega moltissimo tempo per raggiungere il proprio posto di lavoro, pa-recchie strade sono ancora bloccate e non esistono mezzi di trasporto pubblico a sostegno dei cittadini. Questi sono solo alcuni degli innumerevoli disagi che i genovesi si trovano a dover affrontare ogni giorno.

Perché acquistare il libro di Francesca?

Il ponte che è crollato, come dice giustamente l’autrice, non era dei genovesi, era di tutti gli italiani, era di tutti gli europei e ora è necessario rimboccarsi le maniche e fare qualcosa!
Proprio per questa motivazione Francesca ha deciso di destinare il ricavato della vendita del volume ai cittadini e alle attività commerciali della zona rossa. Un bellissimo regalo di Natale!

Clicca qui per acquistare la copia digitale, per la copia cartacea clicca qui.

Il crollo del Ponte Morandi ha rappresentato il cambiamento di tante vite.
Ricostruite quel ponte, Riunite Genova
.
Carlotta

Share:

Lascia un commento

La tua email non sarà pubblicata. I campi obbligatori sono indicati con *