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DIASTASI ADDOMINALE: COS’E’ SINTOMI E RIMEDI

Diastasi

La parola “diastasi” probabilmente non dirà nulla a molti di voi, eppure è un problema estremamente diffuso. Sono in tante le donne che ne soffrono senza saperlo. Per questo motivo noi abbiamo deciso di parlarvene ancora, dandovi alcune elementari ma fondamentali informazioni per capirne qualcosa in più. Siamo fortemente convinte che la chiave sia la condivisione delle informazioni per aiutare quante più donne possibili.
La nostra super mamma gemellare Marianna, ci aveva già parlato qui sul blog di diastasi in un articolo, raccontandoci anche la sua esperienza che potete trovare qui.

Diastasi addominale: cos’è

Diastasi” significa proprio allontanamento permanente di superfici muscolari od ossee normalmente contigue. La diastasi dei retti addominali consiste nella separazione eccessiva della parte destra dalla parte sinistra del muscolo retto addominale, che si allargano, allontanandosi dalla linea mediana. Quest’ultima è formata da tessuto poco elastico ma molto resistente; se da una parte è molto difficile che si rompa, dall’altra, quando una rottura avviene, non riesce a tornare facilmente alle sue condizioni iniziali.
Una delle cause tipiche della diastasi addominale è la gravidanza.
Se, da un lato, è fisiologico e del tutto normale che, a non molta distanza dal parto, i tessuti connettivi siano rilassati, di norma, la separazione del muscolo retto addominale si risolve entro le prime 8/12 settimane dopo il parto, fino anche a 6 mesi.
Anche la nostra Ostetrica Caterina nel suo blog ci parla della diastasi.

Diastasi addominale: Come si riconosce?

Fra i primi segnali vi è la pancia gonfia con ombelico che tende a sporgere, anche a distanza di 5/6 mesi dal parto, oppure la presenza di una sorta di “cresta” o di “pinna” in corrispondenza della linea alba, quindi dalla base dello sterno all’ombelico.
In linea di massima la Diastasi dei retti dell’addome non da disturbi, ma in alcuni individui può essere causa di disturbi “funzionali” come:
– dolori alla schiena che si affatica più del normale a causa dell’instabilità della colonna o sensazione che sia debole e affaticata
– dolori alle anche e al bacino
– incontinenza
– difficoltà digestive
– ernia
– nausea
– postura da iperlordosi

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Diastasi addominale: Autovalutazione

Esiste comunque un’autovalutazione molto semplice da poter fare da sole. Diastasi Italia ha pubblicato un interessantissimo video che vi consigliamo di guardare qui.
Sdraiatevi in posizione supina e piegate le ginocchia tenendo la pianta dei piedi appoggiata a terra.
Mettete una mano dietro la testa e l’altra sopra i muscoli dell’addome. Le dita devono essere sopra la linea mediana, ma parallele alla linea della vita all’altezza dell’ombelico.
Premete leggermente con le dita sui muscoli addominali rilassati. Sollevate testa e spalle dal pavimento e, senza piegare il collo nè avvicinare il mento allo sterno, contraete i muscoli addominali in un “crunch”.
Muovete le dita a destra e sinistra cercando le pareti del muscolo. In presenza di diastasi addominale sentirete una specie di “fossa” tra i due fasci dei muscoli retti, che non diminuisce continuando nell’esercizio.
Si parla di diastasi addominale o dei muscoli retti addominali, quando la separazione tra i retti al tatto è larga almeno 2-3 dita e non si riduce considerevolmente se si aumenta la contrazione degli addominali.
Inoltre, potrete notare un’escrescenza che fuoriesce, la cosiddetta “cresta” che si forma in corrispondenza della linea alba, dalla base dello sterno all’ombelico.
Qualora l’autovalutazione abbia dato esisto positivo, o comunque nutriate un sospetto non esitate a rivolgervi ad un medico, in quanto la vera diagnosi va fatta da uno specialista con un’ecografia della parete addominale o una risonanza magnetica.

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Diastasi addominale: Come si cura

Esistono diverse soluzioni a seconda della gravità del caso, ci si può aiutare con esercizi specifici ma si può arrivare anche all’intervento chirurgico.
La poca conoscenza di questo problema spesso porta le donna a cercare di appiattire, quella pancia ancora troppo prominente dopo molti mesi dal parto, con molti, troppi esercizi addominali che in verità sono sconsigliati in presenza di diastasi e rischiano addirittura di peggiorare il problema.
Sono sconsigliati le rotazioni del busto, gli addominali in posizione supina sulla fitball e gli addominali che pongono in tensione le fasce muscolari di superficie, obliqui e crunch.
E’ invece consigliato affidarsi ad un esperto e cominciare con quel tipo di esercizi orientati alla tonificazione del muscolo trasverso dell’addome, che è quello situato più in profondità e che è il principale muscolo nell’azione di contenimento dei visceri.
Ci sono alcuni esercizi di yoga, di pilates che possono andar bene e sicuramente sono consigliati tutti quegli esercizi che servono a riabilitare il pavimento pelvico.

Diastasi addominale: Approfondimenti.

Vi consigliamo di andare sul sito dell’Associazione Diastasi Italia ODV, il primo sito italiano interamente dedicato alla diastasi addominale che cerca di divulgare informazioni su questa patologia ancora così poco conosciuta in Italia. Troverete davvero molte informazioni utili su cosa fare e dove andare, a chi rivolgervi. Potrete inoltre leggere le testimonianze di molte donne che hanno scoperto di soffrire di diastasi e di come hanno risolto o stanno affrontando il problema.

Quello della diastasi però non è solamente un problema fisico o estetico. Spesso diventa un vero disagio con cui è difficile convivere perché quella pancia gonfia, scambiata troppo spesso da chi ci circonda per chiletti di troppo ancora da smaltire o per una nuova inaspettata gravidanza, contribuisce a far aumentare un senso di inadeguatezza ed imbarazzo rispetto al proprio corpo di chi ne soffre.
E questo non è un aspetto da sottovalutare.

Angela, la nostra fashion blogger di Con cosa lo metto, nel suo articolo ospita alcune preziose testimonianze di donne che hanno scoperto di soffrire di diastasi e che ci raccontano la loro esperienza e le difficoltà che si incontrano anche in una cosa semplice come vestirsi. Ci fornirà inoltre i suoi preziosissimi consigli su come vestirsi, valorizzarsi e mascherare la Diastasi con l’abbigliamento, perché dobbiamo continuare a sentirci belle e non nasconderci.

Ci piacerebbe conoscere anche le vostre storie, le vostre testimonianze perché come scrivevamo all’inizio di questo articolo crediamo che per risolvere questo problema la chiave sia la condivisione, condivisione delle informazioni e delle esperienze di più donne possibili.
Donne che aiutano le donne, questo è quello in cui crediamo.
Denise e Marianna

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