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DISPARITA’ ECONOMICA UOMO – DONNA

Disparità economica

10,9 è la differenza percentuale tra i salari medi degli uomini e delle donne in Italia, pari a 3.620 euro annui.
26.725 euro è la retribuzione annua media di una donna in Italia nel 2017.
11mila euro, è la disparità economica di guadagno tra dirigenti di sesso maschile e femminile.

Sembrano dati relativi a una Nazione non ancora sviluppata, e invece sono i numeri di un Paese, il Bel, che si autoproclama civile, e che non ha problemi a mostrare questi numeri.
In Italia, infatti, a parità di mansioni, uomini e donne non godono della stessa retribuzione.
Per l’esattezza, gli uomini guadagnano il 12,2% in più e, all’opposto, le donne guadagnano il 10,9% in meno degli uomini.

Se però volgiamo uno sguardo all’Europa, scopriamo che i salari delle donne italiane non sono tra i più sfavoriti: l’Italia si posiziona infatti ottava sui 31 Paesi analizzati (fonte: IL SOLE 24 ORE).
E ancora migliore è, a livello globale, il risultato ottenuto nell’istruzione (41° posto su 145 Paesi analizzati a livello mondiale e 22° su 45 a livello europeo).
Il problema però sta proprio in questo: che, nonostante l’elevato grado di scolarizzazione (le donne laureate sono quasi 2,4 milioni), il gentil sesso mantiene nella retribuzione una differenza in negativo che va aumentando con l’ascesa nella gerarchia professionale, fino a toccare i quasi 11mila euro di differenza tra dirigenti uomini (105.983 euro medi annui) e donne (94.750 euro medi annui).
Non spetta a noi analizzare questi dati, ma una piccola considerazione, sul lato più umano che economico, vorremmo comunque farla.

Disparità economica

Una donna a lavoro spesso sopporta soprusi e molestie. Sopporta di lavorare anche tre giorni al mese duranti i quali a malapena tollera se stessa. Sopporta il peso di lavorare e di dividere le responsabilità familiari, anzi, la maggior parte delle volte, se le accolla per l’80%. Sopporta l’ufficio sprovvisto di asili aziendali e il datore di lavoro che potrebbe licenziarla in tronco alla notizia della dolce attesa.
Sopporta di essere additata come una cattiva madre se lavora, di una madre anche peggiore se non lavora, perché frustata e inappagata.
Sopporta l’idea di vedere i suoi figli solo un’ora la sera, perché ha il mutuo da pagare e non può permettersi di lasciare il lavoro e sopporta anche l’idea di donna che la società si fa di lei se decide di non mettere al mondo figli e dedicarsi a una carriera, che non le darà mai le stesse soddisfazioni economiche di un uomo.
Sopporta di lavorare e contemporaneamente pensare alla cena e anche al pranzo per il giorno seguente, di uscire da lavoro e fare la spesa e anche (sacrosanto) dedicarsi un po’ ai suoi interessi.

Una donna riesce a sopportare queste e tante altre cose. Perché una donna è così, è forte di natura.
Multitasking, razionale, organizzata, colta e intelligente. E anche se non si lamenta mai, un piccolo riconoscimento dovremmo pur darglielo.
La parità economica ad esempio.
Francesca

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