Lo yoga

Ho incontrato per la prima volta lo yoga nel 2004.
Il mio percorso di formazione economica, con una laurea in economia aziendale, mi ha portato a lavorare in ambito amministrativo/finanziario per una grande multinazionale a Milano.
Abituata alla vita di provincia, sono stata catapultata all’improvviso nella grande città, dove tutto avviene velocemente, le persone sono nevose e agitate, sempre di fretta e, questa vita frenetica e irregolare, da pendolare, ha ben presto risucchiato anche me, in un vortice senza fine.
Mi sono trovata in breve tempo ad affrontare un periodo di malessere: avevo un contratto precario, mi sentivo sotto pressione, la mia vita ha iniziato ed essere caratterizzata da stress, insonnia, dolori muscolari, ansia, difficoltà di concentrazione.
Per trovare una soluzione a questi problemi ho capito che dovevo riprendere in mano la mia vita, ritagliarmi nuovamente degli spazi fisici e mentali in cui recuperare energie; è così che ho iniziato a frequentare diversi corsi di yoga e sperimentare diversi stili, principalmente Hatha Yoga, la forma di yoga più diffusa in occidente, ed è stato amore a prima vista.
L’Hatha Yoga è descritto in antichi testi come l’Hathayoga Pradipika (XV sec.), la Gheranda Samhita (XVI-XVII sec.) e la Shiva Samhita.

Lo yoga

Nell’Hatha Yoga la pratica delle Asana (posture, pratiche fisiche) purifica il corpo, lo rende flessibile, ristabilisce i flussi energetici naturali e rimuove i blocchi psico-fisici, come preoccupazioni, paure, depressioni e tensioni.
La pratica che si è rivelata più utile per me comprendeva posizioni in piedi che donano stabilità e forza (come i guerrieri o il triangolo) ma anche asana di equilibrio che mi hanno aiutata a ritrovare la concentrazione e la calma interiore (come la posizione dell’albero o della mezza luna).
Le asana che si effettuano da seduti, con flessione frontale, sono le più rilassanti dal punto di vista sia muscolare che nervoso e mi hanno aiutata ad abbandonare le tensioni, a sviluppare più amore verso me stessa e le mie debolezze, ad accettarmi di più.
Le asana che prevedono flessioni all’indietro (come il cobra o il ponte) sono le più stimolanti e antidepressive e sono state il motore delle mie giornate più grigie, stimolando il chakra del cuore, mi hanno aiutata a ritrovare uno spirito gioioso.
Accanto alla pratica delle Asana c’è quella del Pranayama.
Si tratta di un insieme di tecniche respiratorie finalizzate al controllo e all’espansione del Prana, l’energia vitale.
La corretta respirazione ha un importante significato poiché respiro, corpo e mente si trovano in reciproca relazione. Il controllo del respiro quindi può essere un valido strumento per controllare i propri pensieri e calmare la mente.
Prima di andare a dormire ho iniziato a praticare Ujjayi pranayama, una tecnica riscaldante e rilassante, che si è rivelata utile per alleviare l’insonnia.
Infine c’è la pratica meditativa, che ha un effetto benefico sulla salute psicofisica e sul sistema nervoso, ed è un’esperienza rigenerante.
Le tecniche di concentrazione sono infinite, ma le più adatte per ricercare il radicamento sono state quelle che ponevano l’attenzione sul primo e secondo chakra e che favorivano l’abbandono di tensioni e paure.

Lo yoga

Per favorire la concentrazione, negli anni ho appreso anche tecniche della tradizione tantrica come l’utilizzo di mudra, mantra e visualizzazioni (yantra).
Oggi utilizzo il mantra di Ganesh, particolarmente indicato per aiutare a guardare la realtà con occhi diversi, trovando nuove soluzioni ai problemi e rimuovendo in questo modo gli ostacoli sul proprio cammino.
Più la mia pratica continuava e più l’interesse è diventato profondo finché lo yoga si è integrato nella mia vita, cambiando la mia visione del mondo.
Inserire lo yoga nella quotidianità è molto più semplice di quello che si potrebbe pensare, basterebbe iniziare la giornata dedicando 10 minuti a qualche saluto al sole o una breve meditazione. Buone asana a tutti!
Paola

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