COOSLEEPING, ROOMSHARING, BEDSHARING: FACCIAMO CHIAREZZA

Come dorme tuo figlio? Dorme tutta la notte? Nel suo lettino? Come ancora nel lettone?
Il sonno dei neonati è un argomento che genera sempre molte discussioni tra i genitori e gli approcci riguardo a questo argomento sono vari. Parlandone, non voglio giudicare nessun tipo di scelta, vorrei solo che si capisse che spesso riguardo a questa modalità di accudimento ad alto contatto ci sono troppi pregiudizi.
Condividere il sonno non significa necessariamente dividere il letto, infatti c’è chi preferisce usare il side-bed, ovvero un letto unito a quello dei genitori (l’esempio più famoso è probabilmente il Next2 me della Chicco, ma ci sono molti esempi).
Per coosleeping si intende ogni situazione nella quale un adulto, solitamente la madre, dorme abbastanza vicino al suo bambino da poter rispondere ai suoi segnali di richiesta d’attenzione durante la notte. Bedsharing invece, si dice quando viene condiviso anche il letto; roomsharing quando ad essere condivisa è la camera da letto.

Qualsiasi scelta facciano i genitori non è certo facile andare contro corrente e contro i giudizi non richiesti.
E’ importante che prima della nascita, i genitori valutino in maniera critica le pratiche di accudimento dei bambini e acquisiscano informazioni che li aiutino a capire il perchè di certe richieste dei neonati. Infatti accettare i bisogni del proprio bambino può aiutare a far capire ai genitori che non lo stanno viziando se gli permetteranno di dormire insieme a loro.
Dormire insieme ai propri figli ha infatti effetti protettivi anche in termini di prevenzione della SIDS, la sindrome della morte improvvisa del lattante, o morte in culla.
Effetti protettivi:
• Protezione immunologica: il sonno condiviso si associa spesso a maggiori poppate notturne e quindi a maggior apporto di sostanze presenti nel latte che rafforzano le difese immunitari del piccolo.
• Aumento degli ormoni: l’allattamento notturno stimola la produzione materna di prolattina che aumenta un aumento di sensibilità della mamma nei confronti del piccolo.
• Armonia del respiro: La madre funziona da “metronomo” respiratorio del bambino come in gravidanza e ricorderebbe al bambino di respirare.
• Il tatto come alleato della respirazione: la pelle e le sue terminazioni nervose stimolano la respirazione del bambino che sta a contatto con la mamma.
• Più sonno in fase REM: i bambini che dormono insieme ai genitori trascorrono più tempo in fase REM, perciò le concentrazioni di ossigeno nel loro sangue sono più alte e le loro reazioni di risveglio sono più efficaci in caso di disturbi respiratori.
• Regolazione termica: il calore del corpo della mamma aiuta il bambino a regolare la propria temperatura e la propria respirazione che diminuisce a causa del freddo.

Come dorme tuo figlio

Dormire insieme ai propri figli rientra nelle cosiddette cure prossimali, ovvero che prevedono a vicinanza tra madre e bambino. Questo aspetto non è una moda del momento, ma una condizione necessaria per la sopravvivenza della specie, presente nella maggior parte dei mammiferi e questa teoria è dimostrata da molti studi. Al contrario non esiste uno studio che dimostri i benefici di interrompere precocemente l’allattamento al seno, di far piangere il bambino finchè non si addormenta, o di renderlo indipendente prima del tempo, sono tutti miti moderni in contraddizione con le esigenze psicologiche, affettive, fisiologiche e biologiche di tutti i bambini del mondo.
Certo che i bambini crescono lo stesso con qualche pianto in più o anche se li si tiene per la maggior parte del tempo nei box, le sdraiette i girelli ecc.., ma questo darà ai bambini soltanto una mancanza di contenimento, una mancanza di relazione.
Non sono i bisogni de bambino che si devono adattare alla società, ma semmai sarà il contrario!
Il sonno condiviso è un’esperienza positiva per la famiglia purché i genitori prendano alcune precauzioni:
• I genitori non dovrebbero dormire insieme ai propri figli se sono obesi, fumatori e se hanno assunto alcol o droghe.
• Tra il materasso e il bordo del letto non devono esserci spazi
• Non ci devono essere cuscini e coperte morbide vicino al viso del bambino.
• Non ci dovrebbe essere spazio tra il letto e il muro per evitare che il bambino rotoli in quella direzione.
• Il bambino non dovrebbe essere messo a dormire a pancia in giù, nè su un fianco.

Come dorme tuo figlio

Ecco alcuni testi a riguardo che vi consiglio:
IL TUO BAMBINO E IL SONNO Brazelton
IL SONNO DEL TUO BAMBINO Petra Kunze
DORME FINALMENTE Christine Rankl
GENITORI DI GIORNO E DI NOTTE Williams Sears

E ricordate che la cosa importante è la vostra serenità come genitori e la tranquillità del vostro bimbo, fate quello che più vi fa stare bene, anche se questo non corrisponde all’idea che vi eravate fatti, sperimentate, non vi fermate a primo ostacolo; sicuramente troverete la strada giusta per nanna di tutta la famiglia!
Caterina

28 Settembre 2017
Caterina Stefanelli

Caterina Stefanelli

Sono Caterina, ho 32 anni, sono un'ostetrica, moglie di Niccolò e mamma di Luna da Febbraio 2016 e tra poco mamma bis di un'altra bimba. Essere ostetrica è più che altro una vera e propria passione e non avrei potuto fare altro lavoro nella vita. Sono sognatrice, romantica, fantasiosa e creativa, amo stare in compagnia dei miei amici e della mia numerosa famiglia e più di ogni altra cosa al mondo adoro fare la mamma. Dal 2014 ho un blog vitadaostetrica.com nel quale parlo della mia vita, della mia professione e delle mie passioni!

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