ESSERE EXPAT DA TANTO TEMPO

Date
Ago, 17, 2017

Sono expat da tanti anni. Lo so, ve l’ho detto spesso, ma mi capita di pensarci molto ultimamente. Sarà che sono appena rientrata dalle vacanze, ma mi rendo conto che è una condizione ormai che fa parte del mio essere! In modo positivo e a volte in modo negativo. Vi spiego.
Da poco, mentre si chattava del più e del meno con le “college” di questo bel progetto che è NotOnlyMama, parlando di fotografia e di Instagram una di loro ha detto: “Voi expat non sapete che fortuna avete e quante cose belle potete immortalare”.

Essere expat da tanto tempo

Mi sono fermata a riflettere. Non capivo cosa mi turbasse di quella frase innoqua e probabilmente vera. Cosa mi porta spesso ad aprire il mio social preferito e non avere “niente da postare”?! Suona proprio come il “non ho niente da mettermi” che ci assale ogni volta che siamo di fronte all’armadio no?! Certo non è mica obbligatorio mettere foto ogni giorno, è una cosa che faccio come hobby e per far vedere ai miei amici lontani dove vivo e cosa faccio.
Ma vi spiego, o ci provo, cosa passa nel mio cervello ogni volta che arrivo in un nuovo paese. All’inizio è tutta una scoperta. Ma che bello questo bar, che bello quest’angolo. Ma che tramonto spettacolare. Poi ci vivi nella città, inizia l’amore/odio e subentra la routine. Io ci vivo a Lima. Non sono di passaggio. Non mi viene da fotografare il mercato della frutta. Per me è abituale. Per voi lontani è uno spettacolo, per me è la quotidianità.
Ecco. Qui sta la differenza. Voi fotografate tutti i giorni i palazzi meravigliosi che incontrate andando a lavoro? Sapete per me che piacere sarebbe vedere la mia Italia dalle vostre foto?
Eppure non ci pensate, magari non ci avete mai fatto caso a tutta la bellezza che avete attorno. Perchè ci vivete, ci siete abituate. Cosi per me. Io nei posti dove vado (e sono stati tanti), ci vivo. Mi integro. Mi fondo. Camminare nel Malecon per me è quotidiano. Ovvio mi stupisco ancora della bellezza del tramonto. Rimango incantata dall’architettura così diversa dei vari quartieri della città. Ma dopo un pò sono cose che vedo tutti i giorni e che fanno parte della mia routine!

Essere expat da tanto tempo

L’ho realizzato appunto andando in vacanza in Sardegna. Casa mia. Il posto dove ho vissuto così tanti anni. Ho fotografato la sabbia.
Si, avete letto bene!! io che sono cresciuta in quelle spiagge da sogno, quest’anno le ho guardate con occhi diversi. Perchè non ci vivo più, per me non sono più la mia quotidianità. Capite che voglio dire? Ad un certo punto per l’expat quel posto nuovo diventa casa. E non ti emoziona più. Forse è una cosa orribile da dire? O forse è una contromisura per non avere nostalgia della nostra vera casa?
Non so cosa scatta nella mia mente, non è una cosa che controllo. Ma quella frase buttata li mi ha tenuta sveglia e mi ha fatto pensare tanto.

Essere expat da tanto tempo

Quando subentra la routine e il posto nuovo diventa un confort place è una cosa buona o un lato negativo?
Ho deciso che da un lato è negativo. Vuol dire che perdi la gioia della scoperta e non hai più voglia di stare li. Vuol dire che devi cambiare mercato e provare quello di cui ti hanno parlato tanto bene ma è poco più lontano. Vuol dire che devi provare il caffè in quel posticino che hai notato ma è più facile andare a quello sotto casa. Vuol dire che devi ritrovare l’entusiasmo del primo giorno e fotografare la sabbia. Che per te è scontata ma per chi vive dall’altra parte del mondo è un piacere per gli occhi.
Siete pronte a riaprire gli occhi e riinamoravi della vostra città?
Nadja

Nadja Arba

Nadja Arba

Expat seriale, ingegnere e sommelier! Ho vissuto in 8 Paesi e da poco sono approdata a Sydney! La mia valigia è sempre pronta ed organizzare traslochi in tempi record ormai è per me un gioco da ragazzi! Pronti a partire?

1 Comment

  1. Olimpia Genova
    Rispondi

    olimpia

    26 Ottobre 2017

    come ti capisco! x

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