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CHANGE THE DIRECTION: ERASMUS

Erasmus

“Mi sentirei di dirti
che il viaggio cambia un uomo
e il punto di partenza
sembra ormai così lontano”

Amo le citazioni. Con le parole non sono bravissima e spesso mi rifugio in quelle di altri, ma solo se sono quelle giuste, che caratterizzano a pieno quel momento. E questa è perfetta per presentarvi l’avventura Erasmus!
Erasmus
Questo è stato un anno di cambiamenti: e meno male. Quando decidi di partire, lo fai perché non ti basta più quello che hai o non ne sei soddisfatto. Hai molte aspettative ma non sai di preciso cosa ti aspetta. C’è la voglia di cambiare ma anche la paura di lasciare le certezze. Una paura che non paralizza, ma che ti spinge a trattenere il respiro.
A Settembre ho lasciato Padova, la mia famiglia e la mia solita routine non per una grande città universitaria in cui fare festa ogni giorno (come ci si aspetterebbe da un Erasmus come si deve) ma per una cittadina Slovacca.

Slovenia?

No, Slovacchia, la metà meno conosciuta dell’ex Ceco-Slovacchia, che si è separata quando sono nata.
E la meta non è nemmeno la capitale ma Martin, un paese circondato da montagne a 3 ore da Bratislava. I tuoi amici ti dicono: “Ma cosa vai a fare in quel posto sperduto che nessuno conosce?” e tu ti fai influenzare e, se pur eccitata, parti con qualche dubbio.
Erasmus
Ma quale dubbio? Dopo il primo impatto (città deserta perché gli studenti sono ancora tutti nelle loro rispettive patrie), ci saranno solo sicurezze: un gruppo di ragazzi, di diversi Paesi europei, uniti dalla comune esperienza.
E che gruppo! Da subito trovi persone disponibili, pronte ad aiutarti in ogni modo, spaventate dai tuoi stessi salti nel buio ma con il sorriso sulle labbra, di quelli contagiosi che ti fanno affrontare ogni situazione con la positività che dovrebbe caratterizzare ogni incontro con l’ignoto.
Inizia un periodo di scoperta, scoperta della diversità che contraddistingue ogni Paese: la solarità degli Spagnoli, l’energia dei Portoghesi, la freddezza dei Norvegesi… ma soprattutto scoperta di se stesse, grazie alle persone che incontri ogni giorno.
L’università inizia e con essa inizia la conoscenza degli studenti che abitualmente studiano qui; non sono Slovacchi, loro studiano nella loro lingua che sarebbe estremamente troppo difficile imparare in così poco tempo. Gli studenti che studiano in Inglese sono principalmente Nordici, e il rapporto iniziale non è per nulla facile. Sono davvero “freddi” come si suol dire, non ti salutano quando ti vedo a lezione, e nemmeno provano a non farti sentire l’ultimo arrivato in un gruppo di amici affiatati, lasciandoti in un angolino. Ma la sera, alle feste si rivelano i tuoi più cari amici, ti abbracciano e ti offrono da bere, includendoti nel gruppo. Peccato che il giorno dopo, a lezione, tutto ritorni come prima. Ci è voluto un po’ di tempo per realizzare che non sono proprio delle “brutte persone”, è proprio la loro cultura che li rende così distaccati, e lo scopri solo perché cominci a parlare con loro, e realizzi quanto è bello, eccitante e “open-minding” avere un confronto diretto!
Erasmus
Davvero, mai avrei immaginato quanto piccolo fosse il mio mondo fino a quando non ho aperto gli occhi, ascoltato, riflettuto e capito che non esiste solo una verità, che le persone sono diverse perché le culture sono tante e che ognuna ha qualcosa da insegnarti.
Era da tanto che non riuscivo a tenere un sorriso stampato in faccia, ma ora chi me lo toglie? Ci sono così tante nuove avventure pronte ad aspettarmi!
“It’s never too late to change the direction of your life.” Wayne Dyer
Ilaria

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4 comments

  1. Nicola 4 maggio, 2017 at 11:26 Rispondi

    Ciao Ilaria, le tue parole mi hannno fatto fare un bel viaggio. Ho sentito il tuo entusiasmo nel raccontare la tua esperienza e la tua felicità nel viverla in tutte le sue sfaccettature. Io ti ho visto nascere e crescere. Non sono stato molto presente nel tuo percorso di crescita, ma ho ti ho osservata da lontano cercando di capire chi è cosa diventerai da grande. Ora iniziò ad intravvedere chi sei. Quando ti ho rivista lo scorso inverno, dopo i tuoi primi mesi lontana da casa in quella tua nuova “casa”, ho visto una luce diversa nel tuo viso. Col passare dei giorni con noi un po’ si era spenta…a dimostrazione che ormai hai trovato la tua strada. Mi mortifica sapere che anche X te, come X lo zio Fabio, la luce è lontana dalla tue radici, ma sarebbe egoistico impedirti di essere raggiante e felice e quindi vai mio dolce fiore e mostraci chi sei veramente. Mi scendo le lacrime mentre ti scrivo questo perché sei parte di me. Lo sarai sempre! Ti scrivo correndo in auto, nei tanti kilimetri che ogni giorno faccio X trovare le mie mete e le mie soddisfazioni. X me la strada è la metafora della vita. Tu decidi il tuo destino. Sei tu che guidi la tua vita verso la metà. Siamo Padroni di noi stessi! Questo è quelli che ti auguro Ilaria. Desidero solo una cosa. Vederti felice! Ciao a presto.

  2. ross 4 maggio, 2017 at 12:57 Rispondi

    che bel racconto! ci sono tutti gli ingredienti del viaggio.dell’avventura, della vita. e tu, li stai assaggiando rispettando anche quelli che non conosci e capisci . una bella immagine di quello che dovrebbe succedere a tutti. il mondo, che Bel mondo sarebbe. . Tu credici e quel sorriso lo troverai sempre. con affetto sincero da una mamma e una nonna che ama il Viaggio è il Mondo.Ross

    • Ilaria 8 maggio, 2017 at 10:36 Rispondi

      Grazie di cuore per le belle parole! eh, sì tutti dovremmo imparare a guardare le cose da una nuova prospettiva a volte!
      Buona giornata!

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