FUORI DAL CORO

Date
Gen, 03, 2017

Più leggo in giro, più mi rendo conto di essere una mamma fuori dal coro.
Quello che va per la maggiore, ora come ora, è il genitore tutto d’un pezzo e fiero di esserlo, quello che “non cede ai capricci dei figli”, quello che “i bambini sanno perfettamente come ricattarci emotivamente”, quello che “piangere un’ora nel lettino non ha mai fatto male a nessuno”.
Poi ci sono quelli che si sentono male a comportarsi così, che l’istinto gli dice altro, ma si fanno forza a vicenda, leggendo libri che seguono questo filone di educazione moderna e prendendo esempio da articoli di persone conosciute, che sottolineano quanto sia più facile essere accondiscendenti e lasciare che i figli facciano ciò che vogliono da mattino a sera. Più difficile fare i genitori.
Sapete una cosa? Io faccio parte della minoranza, e sostenitrice, dunque, di un’educazione amorevole, empatica, fondata sul rispetto e sull’ascolto reciproco. E vi posso assicurare che non è facile per niente. Che lasciare che i figli facciano ciò che vogliono non fa parte del mio pensiero, né di quelli che ragionano come me.
Che tante volte sarebbe molto più semplice imporsi “in quanto genitori” punto e basta.
E invece no, parlo, ascolto, riparlo e riascolto milioni di volte, fino a trovare un compromesso (ma la pazienza la perdo pure io, eh, che di santo non ho proprio niente). Perché è esattamente quello che farei con qualunque altra persona a cui voglio bene, sopra o sotto il metro.
Fuori dal coro
Avete mai letto un libro di Gonzales? Sarebbe tanto meglio di Estivill.
È così difficile credere che un bambino pianga perché non riesce ad esprimere dei bisogni o dei disagi diversamente?
Stiamo parlando di crescere i nostri figli, non di una battaglia con vincitori e vinti.
Queste teorie contemporanee che dipingono i bambini come piccoli mostri manipolatori e creano tabù laddove ci sono solo comportamenti naturali, mi mettono tristezza.
Però mi danno anche la spinta per continuare sulla mia strada e tentare di fare qualcosa in più, nel mio piccolo, per invertire il trend.
“Esser fuori dal coro, distinguersi, separarsi dagli altri, rivendicare la propria unicità”
(Cit. Games Anatomy)
Marta

NotOnlyMama

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2 Comments

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    Gloria

    3 Gennaio 2017

    Ciao, sono Gloria. mamma di due, 5 anni e 21 mesi. insegnante di scuola dell’infanzia. pienamente e assolutamente d’accordo con te. penso che i bambini ci dicano molto di più con ciò che non dicono che con le parole. prima perché le parole non le sanno dire. poi perchè le parole sono difficili per esprimere qualcosa che sentono “di pancia”…. siamo noi che dobbiamo essere attente ai segnali che ci lanciano, affidandocial nostro sesto senso…… potrei argomentare per ore….. mi sta molto a cuore questa idea, sia come mamma che come insegnante…. sono felice di sapere che qualcun’altro la pensa come me……

    • Marta Calvetto
      Rispondi

      Marta

      5 Gennaio 2017

      Ciao Gloria, è un piacere trovare qualcuno che sia “fuori dal coro” come me, con cui condividere queste idee.
      Hai ragione, si potrebbe argomentare per ore!
      Grazie per essere passata di qui 🙂

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