PARTO CESAREO VS PARTO NATURALE – NON ESISTE UN PALLIATIVO

Date
Nov, 24, 2016

Adoro i temi scottanti, difficili da affrontare e contornati da un velo opaco di luoghi comuni, che in pochi hanno il coraggio di abbassare.
L’argomento parto, proprio come quello dell’allattamento è uno di questi, un tasto “dolente” soggetto da anni a diatribe scatenate da mentalità e ideologie ottuse e idealiste.

Perdonatemi, ma nel 2016 viviamo ancora lo scontro delle mamme del parto naturale VS mamme del parto cesareo, e la cosa è davvero triste!

Ho letto articoli di tutti i tipi, mi ci sono ritrovata in prima persona, ed oggi, ancora si discute del fatto che chi partorisce con dolore è più madre di un’altra, quasi come a condannare e radiare senza possibilità di appello, chi per cause di forza maggiore o per scelta predilige una via alternativa a quella tradizionale.

Alla donna disse:
«Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli»

Mai frase fu più azzeccata!
Non esistono super eroine del parto e sapete perché??
Perché che siamo bianche o nere, magre o grasse, coraggiose o paurose, temprate o pappe molli, rimarrà sempre l’incognita più imponente e ingente che capiterà nella vita di una donna; nulla sarà mai paragonabile alla grandezza di questo evento con tutti i retroscena positivi e negativi che racchiude in se.
Le paure legate alla nascita sono normali e comuni a tutte; il temutissimo parto, fa tremare le gambe e più si avvicina più crea ansie e notti insonni; che sia naturale, in acqua, con epidurale o cesareo è un momento doloroso e di un certo impatto psicologico per chiunque ci si trovi tet a tet.
Certo, abbiamo nove lunghi mesi per prepararci al fatidico giorno, ci arriviamo impazienti, desiderose di conoscere nostro figlio e stanche dalle fatiche della gravidanza, ma nel contempo più si avvicina più vorremmo scappare a gambe levate!
parto-naturale-vs-parto-cesareo
Non esistono vie meno amare per dare alla luce la propria creatura, ogni esperienza sarà inevitabilmente diversa, con sensazioni personali, individuali, forti, sgradevoli, dolorose ed emozioni uniche e singolari, che in nessun caso possono e devono essere additate o giudicate.

Tutte abbiamo paura: di ciò che non conosciamo, dei dolori, dei traumi, dei punti dati nelle parti intime, di evacuare durante il travaglio, di non farcela….
Tutte abbiamo paura: di farci squartare la pancia, delle possibili complicazioni, delle cicatrici e dei siringoni piantati nella schiena.
Tutte, ma proprio tutte, per qualche motivo portiamo dentro il timore che qualcosa vada storto.

Le discriminazioni che riguardano questa tematica, sono davvero insensate perché nel parto cesareo non vi è nulla di conveniente.

Per dovere, avendo una gravidanza gemellare, ho affrontato il taglio e la sala operatoria e vi garantisco che di piacevole non ho riscontrato nulla.
E’ stata l’esperienza più traumatizzante della mia vita e probabilmente se dovessi tornare indietro, col senno di poi, non credo lo rifarei.

No, non ho avuto contrazioni, ne ore interminabili di attesa straziante, ma affrontare un’operazione chirurgica, in una sala operatoria gelida, completamente sola, senza alcun sostegno morale e sopratutto ad occhi aperti è stato scioccante e non trovo una parola migliore per descriverlo.
La paura di morire ti assale, mentre i dottori rovistano nelle tue viscere e quando tirano fuori tuo figlio sei legata, immobile non puoi fare niente se non aspettare che pianga per tirare un respiro di sollievo.
La ripresa poi è abbastanza dolorosa e avvilente; così per fare un esempio chiaro voglio dirvi che è praticamente obbligatorio andare di corpo tutti i giorni e con diversi punti tiranti e dolenti nell’ addome non solo non si riesce a spingere, ma anche alzarsi e sedersi risulta complicato.

Sembrerò banale, ma provare per credere. Comunque non voglio scrivere un monologo sulla mia esperienza, non serve! Non sono ne la prima ne l’ultima che ha partorito ed esistono casi con un decorso molto peggiore del mio; in circostanze normali quella del parto è una fase che si supera senza danni estesi, ma il messaggio che vorrei lasciare è semplicemente uno:
non esiste una donna uguale ad un’altra, ognuna di noi proverà le proprie esperienze in modo personale, autentico e totalitario. Ogni donna che dona vita, in maniera naturale o agevolata, rimane una madre coraggiosa che lotterà ogni giorno per il sorriso e la salute del proprio figlio e dovremmo sentirci libere di scegliere cosa riteniamo meglio per noi stesse senza considerarci vincitrici o vinte nello scalare una classifica che non ha medaglie.
Simona

Credit photo: 4thtrimesterbodiesproject.com

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