LA SCUOLA IN INGHILTERRA

Date
Nov, 03, 2016

Eccomi qui di nuovo, pronta a raccontarvi il nostro primo impatto con la scuola in Inghilterra e la società inglese.
Dunque, Giulia (mia figlia) proveniva dal terzo liceo linguistico a Roma ed è entrata nel primo anno di Sixth Form inglese, il loro 12mo anno; le scuole dell’obbligo qui terminano alla fine dell’anno 11, quello che per i nostri ragazzi è il terzo liceo. Chi vuole proseguire per l’università si iscrive al Sixth Form, ovvero gli anni 12 e 13.
I ragazzi sono tutti in divisa (le vendono in tutti i supermercati, felpe, gonne e pantaloni grigi, blu o neri, ai quali basta applicare lo scudetto della scuola) dal primo anno di elementari fino alla fine del terzo anno di liceo; i “grandi”, quelli che proseguono oltre le scuole dell’obbligo, possono andare vestiti come vogliono, ovviamente rispettando un certo codice.
Mi ha sempre stupito che i ragazzi debbano rispettare un codice di abbigliamento, ma i capelli blu o verdi (qui davvero comuni!) non vengano presi in considerazione. Ti mettono fuori dalla classe se non hai i pantaloni regolamentari, ma non importa se vieni con i capelli rosa…
la-scuola-in-inghilterra-1
Ora, non voglio denigrare il nostro eccellente sistema scolastico, ma abituata alla scuola pubblica italiana mi sono stupita che per entrambi gli ultimi due anni di liceo ci sia stata chiesta una tassa di sole 35 sterline, assicurazione inclusa, nelle quali erano anche compresi gran parte dei libri di testo (da restituire alla fine dell’anno), diario e astuccio.
Mi ricordo che al liceo a Roma, dove spesso l’inverno non c’era nemmeno il riscaldamento – e ci dovevamo portare la carta igienica e la carta per fotocopie da casa – pagavamo un “contributo volontario” annuo di circa 120 Euro…ma, ripeto, non voglio fare polemica.
I ragazzi si spostano ogni ora di classe a seconda delle lezioni che decidono di seguire, e raggiungono il professore nella sua aula, al contrario di quanto succede da noi, dove sono i professori ad entrare in classe.
Ci sono degli armadietti nei corridoi dove gli alunni lasciano i libri delle altre lezioni, lo zaino, il cappotto e l’asciugamano perché ovviamente non si usa l’ombrello, e se piove si arriva a scuola fradici.
Provvidenzialmente i bagni sono forniti di asciugacapelli.
Le materie da seguire sono normalmente 4-5; i ragazzi scelgono il loro indirizzo in base a quello che vorranno prendere all’università. Ovviamente, visto il numero esiguo di corsi, ogni materia viene sviluppata in grande dettaglio.
Quindi meno cultura generale e molta più specializzazione.
Ci é stato evidente da subito che lo stato inglese provvede generosamente alla struttura scolastica: l’aula di informatica nella scuola di Giulia era provvista di 30 iMac nuovissimi; nell’aula di chimica e biologia i ragazzi avevano a disposizione, tra le altre cose, un microscopio elettronico ogni banco da due; palestre e campi sportivi esterni super attrezzati, sale per giocare e svagarsi con tv e divani, caffetteria…insomma, per noi davvero una bella sorpresa.
la-scuola-in-inghilterra-3
Le lezioni iniziano alle 9 del mattino, e terminano alle 15:30. Tutte le scuole sono a tempo pieno e hanno una mensa. Non c’é scuola il sabato.
Non ci sono nemmeno bidelli; un’impresa di pulizie provvede tutti i pomeriggi alla pulizia dei pavimenti e dei bagni, mentre l’ordine della classe è responsabilità del professore che la occupa.
Altra cosa che ci ha stupite: alla prima nevicata, ci siamo trovate davanti tutto il corpo insegnanti (preside compresa) che spalava la neve da viali e cortili già un’ora prima dell’inizio delle lezioni. Privilegi e oneri…
I ragazzi vanno principalmente a scuola in bicicletta; già dai primi anni di elementari “bike ability” (come pedalare in sicurezza) é una delle materie insegnate; un insegnante in testa ed uno in coda, caschetti e giubbini gialli, e via tutti in fila.
Vicino a moltissime delle scuole ci sono passaggi (quasi segreti!) per le biciclette che permettono ai ragazzi di passare attraversando i parchi senza dover stare più di tanto sulla strada (anche se le piste ciclabili sono quasi ovunque).
la-scuola-in-inghilterra-2
E insomma, Giulia ha iniziato la scuola e io mi sono trovata con 8 ore libere tutti i giorni senza sapere bene cosa farne.
Ho iniziato a esplorare Cambridge e dintorni con la mia Panda (non facile, con il volante a sinistra; estremamente difficile sorpassare perchè non si vede chi viene dall’altra parte); ho iniziato a fare qualche amicizia locale.
Gli inglesi, una volta rotto il ghiaccio, sono estremamente cordiali e perfino un pò pettegoli; adorano conversare e -per ovvi motivi- il tempo è uno dei loro argomenti preferiti.
Dopo i primi sei mesi, quando mi sono sentita abbastanza sicura del mio Inglese, mi sono azzardata a mandare il primo curriculum, alla “tenera” età di 47 anni.
Potete immaginare la mia sorpresa quando non solo sono stata subito chiamata per un colloquio, ma mi è stato anche confermato che il posto era mio!
E non mi era stato nemmeno chiesto quanti anni avessi (qui nei curricula non si usa mettere età né foto, é ritenuto discriminatorio).
Da lì in poi è stata tutta un’escalation, sono stata abbastanza fortunata da fare un pò di carriera e di trovarmi, quattro anni dopo, ad avere un lavoro impegnativo ma che adoro, e che mi permette di portare avanti la famiglia dignitosamente e di togliermi qualche soddisfazione.
Tutto ciò mentre il povero marito-padre è ancora bloccato in Italia a lavorare per raggiungere una pensione sempre più improbabile e lontana e nel frattempo continuare a pagare il mutuo di una casa che non riusciamo a vendere nemmeno a (tanto) meno di quanto l’abbiamo pagata 15 anni fa… ma di questo parleremo un’altra volta.
Insomma, non è tutto rose e fiori, ma cerchiamo di vedere il bello in tutte le cose e di essere sempre positivi e pronti a cogliere le occasioni che si presentano, consapevoli di stare vivendo una bellissima avventura.
La prossima volta vi racconterò di quello che gli inglesi (e adesso anche noi) fanno nel tempo libero, dei tanto amati parchi e dei preziosissimi pub di quartiere (e sfateremo il falso mito che gli inglesi sono sempre ubriachi).
A presto, un abbraccio a tutte le mamme e non solo,
Paola

NotOnlyMama

NotOnlyMama

Leave a comment

Related Posts