ALLATTAMENTO GEMELLI: STORIA DI UNA MAMMA

Date
Nov, 02, 2016

Con questo post voglio affrontare un tema molto discusso, sostenuto e promosso a gran voce, dal ministero della salute e da una stragrande maggioranza di mamme; sul quale ultimamente viene effettuano bonariamente un pò di “terrorismo medico”.
Desidero raccontarvi il mio punto di vista e la mia storia sul tema ALLATTAMENTO GEMELLI con i suoi retroscena, perché con due gemelli non è tutto così scontato e semplice, come da fuori può sembrare.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità, raccomanda come alimento base, per i primi sei mesi di vita del neonato il latte materno, mantenendolo poi, come nutrimento principale fino all’anno del bambino.
Allattamento gemelli
L’allattamento è certamente un valore e un legame unico ed il latte materno è senza ombra di dubbio il cibo perfetto, in quanto apporta esattamente la giusta combinazione di nutrienti e anticorpi di cui ogni neonato ha bisogno. Su questo credo che ci troviamo tutte d’accordo e che siamo ben consapevoli dei suoi benefici, ma è necessario spiegare che purtroppo non sempre allattare al seno, risulta la scelta migliore per tutte le mamme e non sempre, sfortunatamente è possibile farlo, per una serie di motivi e di “intoppi” che possono tranquillamente presentarsi a chiunque.
Ogni madre può viverlo in modo appagante e donarlo al proprio bambino, oppure sentirsi frustrata, inadeguata ed in grande difficoltà, compromettendo la sua salute psicofisica e di conseguenza quella della propria creatura.
Il messaggio che passa, oggi, è quello che per essere una “brava madre” sia praticamente “obbligatorio” allattare al seno perché è quanto di meglio, ideale e ottimo. Io, in base alla mia esperienza ho imparato che l’ottimo non è necessario, ma basta la normalità, la sicurezza e l’adeguatezza, che si può trovare anche nel latte artificiale (ovviamente prescritto dal proprio pediatra), che aprite bene le orecchie: non è ne al pari ne superiore, ne incompleto ed inferiore al latte materno.
Specifico che la mia non è pubblicità, ma un semplice grido d’ incoraggiamento per tutte quelle, che come me, si sono trovate ad affrontare situazioni diverse e particolari.

VOGLIO AFFERMARE A GRAN VOCE CHE PER ESSERE UNA “BRAVA” MAMMA E’ INDISPENSABILE VIVERE SENZA SENTIRSI IN COLPA O MENO VALENTE DELLE ALTRE PERCHE’ PER QUALCHE MOTIVO NON SI RIESCE A DARE IL PROPRIO LATTE.
RITENGO TRA L’ALTRO, CHE QUESTO SIA UN’ ARGOMENTO MOLTO PERSONALE, CHE NON DEVE COMPORTARE REGOLE UGUALI PER TUTTE, MA SEMPLICEMENTE INDIRIZZARE OGNUNA DI NOI VERSO LA STRADA PIU’ CORRETTA.
SOLO IL NOSTRO CORPO, IL NOSTRO ISTINTO E IL NOSTRO CUORE POSSONO AIUTARCI A COMPRENDERE COSA FA STARE BENE NOI E DI CONSEGUENZA I NOSTRI FIGLI.

Detto questo, mi domando come possiamo pensare di creare una cultura dell’allattamento se ancora non esiste chiarezza ed un linguaggio adeguato nella spiegazione delle due diverse forme di alimentazione, facendoci sentire quasi colpevoli nel caso in cui dovessimo proporre la forma alternativa non biologica, ma artificiale.
Per tutto il percorso della mia gravidanza mi sono chiesta come avrei potuto nutrire due creature contemporaneamente, cercando di documentarmi il più possibile e di prepararmi psicologicamente nel migliore dei modi.
Credo che uno dei dubbi, comune ad ogni mamma sia: avrò il latte?
Bene, nel mio caso la domanda era: avrò le giuste quantità per riuscire a sfamare tutti e due i miei bambini? E sopratutto come gestirò i momenti “pappa”?
Li allatterò simultaneamente o in momenti differenti?
Certo è, che ho sempre immaginato l’allattamento al seno come la cosa più facile, naturale e scontata di questo mondo, ed ho sbagliato!…
Allattamento gemelli
Ovviamente non voglio far passare un messaggio erroneo, ne scoraggiare ed incutere terrore, ma mi piace essere sincera, senza peli sulla lingua, quindi voglio togliere quel velo di romanticismo che si nasconde sempre dietro questi argomenti e che ci fa poi arrivare completamente impreparate al peggio!
Si…perché tanto è vero che la maternità è un dono meraviglioso, tanto è vero che esiste sempre il rovescio della medaglia.
Sono sicura, che ogni madre alle prime armi con la “tetta”, la pensi esattamente come me, nel dire che il primo approccio del neonato con il seno, non sempre è così scontato e idilliaco come forse lo si può ipotizzare, nel senso che il piccino appena nato va “educato” (se così si può dire) al seno. Non tutto fila sempre liscio ed è possibile incontrare difficoltà nell’ attaccamento corretto al capezzolo, nella suzione, o accade a volte che il bambino rifiuti il seno e sia troppo piccolo e debole per riuscire a succhiare. E sopratutto non tutte le donne sono uguali e predisposte ad allattare.
Non è facile, o meglio non per tutte è facile! Come accade sempre nella vita, ci saranno alcune fortunate, a cui risulterà automatico ed altre che dovranno perseverare e tribolare.
L’aspetto bello è che una donna che si è appena trasformata in una mamma insisterà caparbiamente contro i suoi capezzoli infiammati e doloranti pur di provare in qualche modo ad alimentare naturalmente la sua creatura.

Così ho fatto io, che mi sono ritrovata con due gemellini: di cui una, nata più affamata e in forza, che ha trovato nell’ immediato la sua postura perfetta per mangiare e l’altro che proprio non riusciva a cibarsi.
Ho provato l’allattamento gemelli simultaneo, che può apparentemente sembrare la scappatoia migliore: se i gemelli mangiano insieme, faranno poi il ruttino, verrano cambiati e rimessi nella culla per dormire e a te rimarranno due orette tutte per te.

Si… due orette tutte per me?!

Fantastico!…

Allora posso farmi la doccia…

Lavarmi e asciugarmi i capelli con la velocità di un jet raptor…

E forse riuscirò anche a lavare quei piatti sporchi che stanno li, nel lavandino da tre giorni!…

Certo cara mia, sogna pure! Perché a vedere dalla foto qui sotto sembrerebbe semplice, ma vi assicuro che attaccare e manovrare due esserini minuscoli e delicati, appena venuti al mondo non è così facile e per effettuare la pratica simultanea io necessitavo della presenza di qualcuno che mi aiutasse a posizionarli in tutte le 16 poppate giornaliere.
Cosa impossibile nel mio caso, in quanto forse ci si dimentica che molte mamme non hanno aiuti di nessun tipo e mariti che lavorano tutto il giorno.
Abbandonata questa opzione, che ritengo comunque molto utile nei mesi successivi quando i gemelli sono più grandi e più semplicemente maneggevoli, ho cercato di dare ai twins dei ritmi diversi, in maniera da poterli sfamare uno alla volta. Questo per me è significato vivere intere giornate senza uno stacco nemmeno di 5 minuti. Calcolando che un neonato mangia più o meno ogni due ore e che una poppata ha un corso minimo di 20/30 minuti, più ruttino, rigurgitino e cambi vari, la mia era una vera catena di montaggio senza sosta!
Allattamento gemelli
Lo ammetto: ad un certo punto ho pensato di ubriacarmi di Tequila e buttarmi sotto un camion!
No…Non pensatelo…Che io sia snaturata o folle, vi garantisco che la differenza tra un figlio solo e due con le stesse identiche esigenze è abissale ed è molto difficile affrontare tutto con l’aiuto esclusivo delle proprie forze.
Altro problema è stato la quantità del mio latte… Era tanto davvero, ma comunque non sufficiente a saziare i due piccoli cannibali che ho partorito!
Tutto questo mi ha portato ad inserire gradualmente il latte artificiale, rinunciando così, per ovvi motivi all’ allattamento materno.
Sono super onesta nel dirvi che ho affrontato questa scelta senza sensi di colpa, ma anzi con un gran senso di liberazione e sollievo, concretizzando strada facendo che è stata per me la decisione migliore che potessi prendere. In primis perché i gemelli con lo stomaco bello pieno sono risultati da subito più governabili e calmi, tanto da permettermi di riuscire a fare la pipi, lavarmi i denti, togliermi il pigiama ed avere piccoli ritagli di tempo per respirare, che mi rendevano di conseguenza meno stanca e nervosa. In secundis perché allattare due gemelli con il seno maciullato, dolorante e sanguinante dalle ragadi diventa una pratica quasi sadomasochista come il non voler ammettere a se stesse che no… Non ce la fai.

Oggi mi sento di dire che una “brava” madre deve essere lucida e in piena forzano solo fisica ma anche mentale, in special modo quando deve destreggiarsi tra due bebè, che richiedono dosi infinite di energia. Nel caso delle twins mum, all’ istinto materno si fonde quello di sopravvivenza ed ognuna deve sentirsi assolutamente libera di prediligere ciò che ritiene migliore per se stessa e suo figlio.
E’ praticamente scontato che ogni mamma pensa al bene della sua creatura e vorrebbe alimentarla secondo natura, ma non sempre questo desiderio può essere avverato. Quindi smettetela con quegli sguardi di compatimento ogni volta che la risposta è: no, non allatto io. Smettetela di puntare il dito e sentenziare.
Allattamento gemelli
Mamme nessuno ha il diritto di giudicarvi, sappiate designare il percorso migliore per voi stesse, non intimoritevi sarà il vostro cuore amalgamato all’istinto a scortarvi illustrandovi la via migliore per voi ed i vostri figli!
Simona

Credit photos: Simona, littlefeetphotography.com.au, ioallatto.it, pinterest

NotOnlyMama

NotOnlyMama

1 Comment

  1. Sara Baraldi
    Rispondi

    sara

    23 Novembre 2016

    Un bellissimo post Simona, schietto e sincero. L’allattamento in effetti non è sempre così semplice e con due può diventare davvero ingestibile! Hai fatto benissimo a fare la scelta migliore per te perché una mamma serena è molto più importante del latte materno!

Leave a comment

Related Posts