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OLIO DI PALMA: EFFETTI E DANNI SULLA NOSTRA SALUTE

Merendine, cracker, cereali da colazione, prodotti da forno in genere, biscotti, sono solo alcuni prodotti di consumo comune che possiamo citare nei quali vi troviamo, leggendo gli ingredienti, il famigerato olio di palma! Purtroppo, non sempre, viene esplicitamente indicato dalla casa produttrice, poiché viene sostituito dalla dicitura oli e grassi idrogenati! Tuttavia, pare che la sua assunzione sia dannosa alla salute!
Sono diversi gli elementi contenuti nell’olio di palma che non risultano propriamente idonei all’efficienza dell’organismo. In particolare, vi è un altissimo contenuto di grassi saturi – oltre il 50% della composizione – tra cui il poco noto acido palmitico, che ne costituisce il 47%. Nella pratica, un tasso così elevato di grassi può stimolare la produzione e l’accumulo del colesterolo cattivo – il colesterolo LDL – con tutti i rischi che ne conseguono per quanto riguarda il buon mantenimento dell’apparato cardiocircolatorio. Più il colesterolo si accumula in vene e arterie, infatti, maggiori sono le chance di sviluppare patologie gravi come l’infarto e l’ictus, nonché una maggiore predisposizione all’obesità!
olio di palma
Anche la varietà dello stesso olio può portare a conseguenze diverse: quello di palma rossa, infatti, è meno dannoso rispetto a quello raffinato. I due si differenziano per la colorazione – il secondo è quasi trasparente – e purtroppo è proprio la versione raffinata a far capolino nell’industria alimentare dato il suo bassissimo costo. L’alternativa, invece, controbilancia i grassi presenti con elementi benefici, quali il beta-carotene, il co-enzima Q10, lo squalene e le vitamine A-E.
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In realtà sulle conseguenze per la salute dell’olio di palma c’è una certa confusione. Da un lato, c’è chi tende a demonizzarlo per l’elevato contenuto di acidi grassi saturi (circa il 50% del totale), considerati poco salutari perché tendono a far alzare i livelli di colesterolo nel sangue. Dall’altro, c’è chi lo considera molto positivo per l’elevato contenuto di precursori delle vitamine A ed E oltre alle sostanze antiossidanti. In questo caso, parte della confusione deriva dal fatto che non sempre è chiaro di quale olio di palma stiamo parlando: se del prodotto integrale o di quello raffinato.

«Una volta raffinato, però, l’olio di palma perde quasi completamente queste sostanze benefiche» ricorda Renato Bruni, ricercatore in botanica e biologia farmaceutica dell’Università di Parma.

Il problema, dunque, è la quantità e in particolar modo il fatto che spesso assumiamo olio di palma in modo inconsapevole. Dobbiamo ricordarci di assumere prodotti contenenti olio di palma almeno una volta al giorno, nel caso in cui non abbiamo alternative. Questo per quanto riguarda il consumatore. Anche l’industria alimentare, però, dovrebbe fare la sua parte, cercando di ridurre il più possibile il contenuto di olio di palma dei suoi prodotti.
Dott.ssa Serena Muccio

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