VOLARE OH OH

Date
Set, 27, 2016

Ciao Italia, vi avevo lasciati con il racconto dell'”arrivederci” alla mia famiglia in aeroporto…avete avuto il tempo di metabolizzare e dimenticare quel momento di sofferenza? Ora vi parlo del volo….volare oh oh….

Con tutta naturalezza posso raccontare un altro dramma senza che nessuno si tagli le vene? Io sono così, un pò pazzerella con la battuta facile ma sono anche molto sensibile (speriamo che nessuno che mi conosce legga questo post altrimenti immagino la carica di insulti nei miei confronti!) chi mi conosce bene, lo sa che vivo i momenti al duemila percento.
Una volta arrivati al controllo valigie a mano, dopo aver salutato e fatto un lago di lacrime intorno a me Gabriele mi guardava con aria interrogativa pensando: “si é fatta male inciampando o è rimbambita di suo?”
Ce la posso fare, asciugati le lacrime Eve, forza e coraggio…
No, non ce la faccio!
Datemi il rotolo di carta igienica, quello della Regina che non finiscono mai, uno “Xanax”, un “Valium”, fate qualcosa che qui crepo prima dei trenta! Una signora si è avvicinata con un fazzoletto…”Signora, mi dia il pacchetto che qui piango come quando ho visto Titanic e quella cretina di Rose ha gettato il diamante nel mare, perché Di Caprio sarà anche un gran figo, ma un diamante è per sempre..!”
Volare oh oh
Eravamo pronti per il nostro volo Milano/Dubai, ho incontrato un mio ex cliente (facevo l’estetista prima di partire) lui andava alle Seychelles e nonostante io stessi partendo per il mio viaggio avventura, tra me e me l’ho mandato a quel paese, anche io avrei voluto massaggi e relax sulla spiaggia, maledetto! La cosa ben peggiore era che non sapevo che da li a poco mi sarei ritrovata a fare la schiava nei campi di fragole per rinnovare il “SECOND WORKING HOLIDAY VISA”(qualche parola qui e li in inglese ve la butto, per far finta di saperlo!!!)
Nelle prime sei ore di volo ho avuto la brillante idea di leggere le lettere di mia mamma, mia sorella e mio padre.

Ma allora sei proprio cretina!

Non ci vuole molta fantasia per capire che se prima stavo piangendo, in quel momento ho aperto l’acquedotto. Dio mio, perché sta tortura? E questi sedili sono scomodissimi come farò a stare seduta 20 ore? Il volo Milano/Brisbane durava 24 ore con uno scalo di 4 ore.
Se vi state chiedendo: “ma questa non stava a Melbourne?” vi rispondo che non siamo andati subito li perché avevamo un contatto con un’amica di mia zia che abitava a Noosa che si trova a 150 km dall’aeroporto di Brisbane. Avevamo deciso di andare in città inizialmente ma, indovina-indovinello, tre mesi prima della nostra partenza c’è stata un’alluvione che ha distrutto mezza città e quindi abbiamo optato per Noosa.

Mannaggia la miseria che sfiga!

Dovevo già capirlo che inoltrarmi in terra sconosciuta sarebbe stata una pessima idea, dico questo perché a volte, molto spesso, mi capita di dire tra me e me che anche se è stata un’esperienza che mi ha formata e mi ha cresciuta, mi ha cambiata per sempre e che forse non avrei dovuto prendere quell’aereo. Non sapevo più per cosa piangere. Solitamente non sono una piangiulona, ai vostri occhi vi sembrerò tale, va bene così, mi rifarò più avanti quando vi racconterò con quale metodo pensavo di suicidarmi…scherzo dai!
Credo di non aver mai mangiato così tanto come su quei voli, a differenza di adesso, cinque anni fa ti riempivano come un tacchino durante il giorno del ringraziamento, praticamente ho messo 2 kg solo in volo, meno male che sono una a cui piace sperimentare con il cibo perché veramente, se siete schizzinosi in quanto a cibo, non prendete un aereo.
“Gabriele, mangia tutto che abbiamo pagato!”
“Chiedo anche il bis!”
La mia prima figura l’ho fatta quando HO CHIESTO alla hostess una “Coca Cola” così come l’ho scritto. Lei non capiva e io ho guardato Gabry con occhi sbarrati e un velo di imbarazzo.
“Ma come diamine si dice? Non è internazionale come il dito medio?
“Si dice Coke, ma non sbagliare a dirlo che la parola che gli assomiglia vuole dire pene”
“Una Sprite va benissimo, thank you!”
Non ero ancora arrivata in Australia che già avevo l’ansia di sbagliare a dire le cose. In Inglese quando sbagli, ti ritrovi a fare queste belle figure, parole normalissime, che si usano tutti i giorni assomigliano a delle parole “sconce”. Ma non potevo andare in Spagna?
volare oh oh
Ho passato le prime sei ore a cercare una posizione che mi permettesse quanto meno di non avere le ginocchia in gola. Gira di qui, gira di la, l’hostess che passava con il cibo, poi l’acqua, poi il tea e il caffè…Ma se una volesse dormire? Fortunatamente sui voli intercontinentali ci sono i televisorini, speravo ci fossero dei film in italiano come quando a Natale scarti i regali e ti auguri di trovare quello che volevi e non un asciugapiatti o il mocio vileda. Oddio che bellezza, avevano pensato anche a me, un film nella mia lingua!
Atterrati a Dubai ci siamo catapultati al gate, quattro ore a guardarci in giro, ero stanca ma quello che c’era in torno a me era più interessante, gente che andava, veniva, persone che correvano, che sbadigliavano e io nella mia testa solo una domanda “chissà dove vanno?” mi piace immaginare la storia delle persone, che vita fanno, dove si stanno dirigendo, se staranno lontani da casa per molto. Poco mi importava invece della storia del mio vicino sul volo Dubai/Brisbane.
“Gabri, io prendo la pastiglia per dormire che tanto questo mi parla ma io non capisco, sono due ore che lo guardo e rido anche se mi sta dicendo che gli è morto il gatto”.
Coma di sette ore filate, ne mancavano altrettante sette per arrivare, cosa potevo fare? Piangere? No, basta piangere concentriamoci a non vomitare guardando la gente che si avvia al bagno senza scarpe e senza calze! Un film dietro l’altro e poi l’ultima ora l’abbiamo passata a compilare “incoming passenger card” tutta in inglese, a sapere che all’arrivo c’era in Italiano, col cavolo che passavo tutto quel tempo a scervellarmi…
“Gabry tu scrivi che io copio” proprio come alle superiori.
Finalmente atterrati, dopo un volo di 24 ore, non ti senti più la schiena le braccia il cervello, l’unica cosa che ti senti di dire è “si, grazie, sono ancora viva!” Questo è stato il mio primo volo internazionale che ha messo a dura prova la mia pazienza e il mio sedere.
E voi come vi trovate a viaggiare in aereo? Siete da dramma facile o la prendete con filosofia?
Alla prossima
EVE

28 Settembre 2016
NotOnlyMama

NotOnlyMama

4 Comments

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    Walter

    27 Settembre 2016

    Questo in assoluto il mio preferito!

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    Aurora

    7 Ottobre 2016

    Troppo bello! Brava Eve
    Io l’unica volta che ho preso l’aereo è stato per andare in Egitto in viaggio di nozze. Mio marito era agitatissimo nonostante non fosse la sua “prima volta”. Comunque, sadico fino alla fine, è riuscito a guardare lo stesso un film tipo “Boeing 747 disastro aereo “!!! E poi mi ha rotto le palle …..finché non siamo atterrati. Per non parlare dello scalo a Telaviv dove pensava che ci portassero in una segreta x torturati! Diciamo che se fossi andata da sola in viaggio di nozze sarebbe stato più rilassante 😉
    Baci baci

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      Eve

      19 Ottobre 2016

      Ahahahha forse si! Grazie del commento 🙂 un abbraccio

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