DUE ITALIANI E MEZZO AD ANTIBES

Date
Set, 15, 2016

Il mio primo post lo scrivo per raccontarvi cosa ci facciamo in Francia con il nostro bimbo di 16 mesi. Tutto è cominciato esattamente due anni fa, quando io e mio marito ricevemmo due meravigliose notizie contemporaneamente.

-Amore devo dirti una cosa!
-Anche io!
-Prima tu!
-No dai, prima tu!

Qualche secondo dopo ci siamo ritrovati a guardarci negli occhi come due imbecilli. Io avevo scoperto di aspettare un bambino, mio marito di aver ottenuto un posto di lavoro all’estero. Una combinazione a dir poco esplosiva. Non era la prima volta che ci trovavamo in questa situazione, poiché grazie al dottorato di mio marito abbiamo abitato per 6 mesi in Svizzera. Questa volta però le cose erano più complicate: c’era un bimbo in arrivo ed il trasferimento che si prospettava era a tempo indeterminato. Dopo qualche giorno (forse meglio dire qualche settimana) di panico, abbiamo deciso di non rinunciare a questa opportunità e di trasferirci entrambi ad Antibes. Con un po’ di fatica, dimenandoci e districandoci tra mille problemi burocratici e pratici, abbiamo iniziato la nostra nuova avventura proprio a cavallo del capodanno. A distanza di due anni, non riesco ancora a capacitarmi di quel che abbiamo fatto, di tutte le cose che abbiamo impacchettato, spacchettato, spostato, ripulito, buttato e comperato. Di tutte le piccole grandi difficoltà che abbiamo dovuto affrontare: mio marito sul nuovo posto di lavoro, con mansioni completamente diverse da quelle che prima svolgeva in Italia e colleghi stranieri. Io a casa, a fare i conti con una nuova vita, in una nuova casa (che ci fu lasciata dal proprietario in condizioni disumane di sporcizia e disordine), con la gravidanza prima e con il neonato poi. Tutto questo chiaramente in un paese straniero, dove si parla una lingua che né io né mio marito abbiamo mai studiato in vita nostra, lontano dalla famiglia e dai nostri punti di riferimento. Oh cielo, detta così sembra una vera tragedia…ma vi assicuro che non lo è! Abbiamo imparato tanto e siamo cresciuti moltissimo, uscendo dalla nostra comfort zone. Andare a vivere all’estero in effetti è stato come viaggiare dentro noi stessi e scoprire i nostri punti di forza e le nostre debolezze. Ma soprattutto ci siamo resi conto che quello che avevamo sino a quel momento considerato indispensabile in fondo non lo era. E ad un tratto sono emerse dal caos le cose più preziose della nostra vita. Erano sempre state lì, ma non nella giusta posizione sulla scala delle priorità.
Antibes 1Antibes 2
Ci manca l’Italia? Sì, tantissimo, per mille motivi diversi. Ma se potessi tornare indietro rifarei tutto. Andrei dalla vecchia Mariagiulia e le direi in un orecchio di non avere paura e che ha la forza per fare cose che neanche si immagina (e le direi pure di preparare una bella scorta d’olio buono). Essere mamma all’estero significa litigare con tuo marito per decidere chi deve telefonare al pediatra per prendere appuntamento. Significa andare dal suddetto pediatra con un pezzo di carta dove ti sei scritta in francese i termini diarrea, raffreddore, allergia, vaccinazione. Significa annuire anche se non capisci un cavolo di quello che dice, e poi chiedergli gentilmente di scrivere tutto sul retro di quel pezzo di carta dove avevi scritto diarrea e via dicendo. Significa insomma faticare un po’ di più per ogni piccola stupidaggine quotidiana…ma vuol dire anche acquisire sicurezza in sé stesse e ricevere grandi soddisfazioni una volta superata la fase dell’impatto iniziale con il nuovo ambiente.

À la prochaine,
Giulia

NotOnlyMama

NotOnlyMama

4 Comments

  1. Sara Baraldi
    Rispondi

    Sara

    15 Settembre 2016

    Una storia bellissima Giulia! Siete stati davvero bravi e coraggiosi, non tutti lo avrebbero fatto! Ad Antibes sono stata qualche giorno durante il mio viaggio di nozze…è un pezzetto del mio cuore è rimasto lì! ?

    • Maria Giulia D'Altocolle
      Rispondi

      Mariagiulia

      15 Settembre 2016

      Ti ringrazio Sara! Posso immaginare che bei ricordi, Antibes ha degli angolini davvero romantici ?? in effetti la bellezza del luogo è una delle cose che ci hanno convinto a trasferirci… Un bacio

  2. Avatar
    Rispondi

    Damiana

    15 Settembre 2016

    Bellissima storia, mi ci ritrovo tanto! Anche noi siamo da 2 mesi in Francia con un bimbo di 18 mesi. Non è stato il
    Nostro primo trasloco all’estero ma con un bambino è tutta un altra storia! Coraggio! Andrà sempre meglio!

    • Maria Giulia D'Altocolle
      Rispondi

      Mariagiulia

      15 Settembre 2016

      Che forte Damiana , voi dove abitate? Facciamoci coraggio a vicenda e ripetiamoci che sì ….andrà sempre meglio!! ???

Leave a comment

Related Posts