BENVENUTI AL SUD….DELLA SPAGNA

Date
Set, 29, 2016

Benvenuti al Sud….della Spagna
Se mi avessero detto ai tempi dell’università che sarei finita in Spagna, mi sarei messa a ridere. Io che ero innamorata della lingua francese, della Francia e di Parigi non mi ci vedevo proprio nella penisola iberica vestita da sivigliana, mangiando paella, bevendo sangría e schivando tori. All’epoca questo paese era per me un cumulo di clichés che non mi attiravano particolarmente. Invece il destino aveva in serbo proprio questa meta e dopo varie peripezie eccomi qui oggi a Siviglia, sposata con uno spagnolo, a parlarvi della vita in Spagna.
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Quando dici a un italiano che vivi in Spagna, l’informazione viene accolta da un entusiasmo generale. Sí perchè nell’immaginario collettivo degli italiani Spagna è sinonimo di vacanze, sole, mare, fiesta. E poi diciamocela tutta gli spagnoli “ci stanno simpatici” per un feeling speciale, perché ritenuti simili in fatto di abitudini e vita sociale e per la lingua che anche ai più negati risulta parzialmente comprensibile (anche se spesso si tratta solo un’illusione).
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Ma nella vita quotidiana il loro stile di vita è veramente così simile al nostro?
Attraverso i miei post vorrei proporvi similitudini e differenze, curiosità, luoghi e chicche di questa terra per farvela conoscere più da vicino.
Quando ti trasferisci all’estero una delle cose fondamentali è sicuramente la capacità d’adattamento. La cosa che più mi colpì al mio arrivo qui furono senza dubbio gli orari che scandiscono la giornata spagnola. In generale si tratta di orari abbastanza diversi dagli orari standard italiani e questa è una delle cose alle quali mi è risultato difficile abituarmi.
Se in Italia Mezzogiorno è considerato già un buon orario per pranzare, in Spagna se dite che mangiate alle 12:00 vi guardano incuriositi e vi chiedono se state parlando della colazione. Per loro infatti un pranzo prima delle 13.00, 13.30 è inimmaginabile. Questo orario si sposta verso le 14.00-15.00 qui al Sud. Ancora oggi a distanza di 10 anni il mio stomaco si rifiuta di adattarsi. E ha ragione perché se calcoliamo che la mia colazione è verso le 6.45 del mattino, cioè più o meno come in Italia, aspettare così tante ora prima di pranzare è una tortura.
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Dopo pranzo poi per un italiano inizia il pomeriggio, qui se dite pomeriggio gli spagnoli staranno pensando alle 18-19…quell’ora che per me è già considerata sera. Questo sfasamento orario continua ovviamente per i pasti successivi con una merenda verso le 18.30 facendo sembrare la mitica merenda italiana delle 16:00 un’eresia. Anche la cena di conseguenza slitta e può andare dalle 21.00 alle 23.00 a seconda della città dove vi trovate.
I telegiornali più seguiti iniziano alle 21:00 facendo traslare l’inizio dei programmi di prima serata verso le 22.30 – 23.00 quando la sottoscritta è già a letto. Inutile dirvi che ormai vedere un programma serale alla tv è diventata un’utopia! Noi infatti ceniamo alle 20.00 per poter andare a dormire senza la cena sullo stomaco, magari inserire una passeggiata dopocena e in vista della sveglia che suonerà alle 6.30 la mattina seguente.
Questi orari così ” estremi” hanno però una nota positiva per gli amanti dello shopping: gli orari commerciali. I negozi infatti aprono quasi tutti verso le 10 del mattino e la sera chiudono verso le 21:00 – 22:00 lasciando possibilità a chi lavora di poter fare acquisti tranquillamente.
Che dire, a mio avviso questi orari “alla spagnola” sono ideali per le vacanze ma per gente che lavora ed ha figli non sono molto pratici. Nella nostra famiglia italo-spagnola abbiamo dunque creato un fuso orario tutto nostro, certo non vinceremo l’oscar per l’integrazione ma così riusciamo ad organizzare le nostre giornate al meglio.
Hasta pronto!
Monica

NotOnlyMama

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