Ciao Italia,

vi avevo lasciati che avevo tutto pronto, biglietto, visto e valigia fatta, forse l’unica non pronta ero io!
La decisione di partire è saltata fuori un po’ così per scherzo, senza pensarci su troppo, hai presente quei giorni che non hai niente da fare, che non sai cosa inventarti per passare il tempo? Ecco, è stato uno di quei giorni. Non poteva venirmi in mente di fare un dolce o iniziare una nuova serie tv? Così almeno avrei vissuto i traumi degli altri e non i miei!
Dannata me, mi maledico ancora adesso!

Mi ricordo ancora quando lo dissi a mio padre, eravamo a cena fuori, io lui e Gabriele. Vi ho mai nominato Gabriele? Oppure, ho fatto come di solito, che lo chiamo solo “il mio ragazzo” e adesso “mio marito”? Quest’uomo prima o poi mi manderà a quel paese e io non potrò dargli torto! Quella sera ero stranamente suscettibile, tanto non lo sono mai. Faccio dell’ironia altrimenti potrei piangere anche adesso. Discutemmo del progetto con mio papà e io mi misi a lacrimare.
Fottuto ciclo, proprio oggi dovevi arrivare che dovevo mostrarmi forte e sicura agli occhi di mio padre?!

Io faccio fatica a vedere il lato bello delle cose, sono sempre pronta a farmi venire le ansie, i pensieri più malati: “Se poi un ragno letale mi pizzica sul sedere e muoio? E se per caso mi rapiscono e mi vendono a pezzi?” Ragionando poi, la prima sarebbe stata anche possibile ma la seconda proprio no, per come sono fatta io, i rapitori avrebbero sventolato bandiera bianca dicendo “Ci arrendiamo, quanto è logorroica questa? Vada, vada”. Quella sera è stato così, parlavo e i miei pensieri sconfinavano nella parte più oscura della mente, avevo paura, mille domande, troppe domande “Ce la farò? Tornerò vincente da questa esperienza?”. Sono riuscita a dire più o meno quello che volevo dire e mio padre, lui ci ha anche assecondati, appoggiava la nostra scelta, facevamo bene.
Mah? Come? No papà, dimmi che è una follia e che non vuoi, almeno resto! Forse un po’ lo speravo, o forse no, forse avrei voluto che l’avesse fatto perché troppe volte mi sono chiesta “Ma chi me l’ha fatto fare? “Papà era entusiasta tant’è ha voluto pagarmi il biglietto, non so se volesse liberarsi di me oppure volesse aiutarmi!
Grazie Roberto, grazie.

Non mi ricordavo come l’ho detto a mia madre, gliel’ho dovuto chiedere, forse il mio cervello cancella automaticamente le cose che più mi fanno soffrire, un’arma di difesa insomma, l’ho presa da parte un giorno e le ho chiesto cosa ne pensava se fossi andata all’estero perché in Italia non vedevo un futuro per me e Gabry e lei mi disse:
“Ah, che bello dove vorreste andare? Londra? America?”
“No mamma, in AUSTRALIA”
“Ma che cavolo dici Eve? Hai fumato? Guarda che se scopro che ti droghi le prendi!”
“No mamma, sono seria, ci sono più possibilità li rispetto ad altri posti”
Silenzio.
Si è messa a pulire anche la casa del vicino per non pensare.
Beh dai, l’aveva presa bene!
Successivamente mi ha chiesto come mai questa scelta e io:
“Vorrei cavarmela da me, imparare a fare le lavatrici, le cose che fanno i grandi.”
“E devi andare fin in Australia per imparare a girare una manopola e cliccare due pulsanti?”
Infatti, ho imparato dopo 6 mesi, forse era meglio stare a casa e non buttare tutte le mie magliette.
Ringrazio i miei genitori per non avermi ostacolato e avermi dato le ali per volare.

Veramente le ali erano della Emirates ma comunque, (seconda volta che vi faccio pubblicità, esigo champagne e un massaggio ai piedi nel prossimo volo!). Grazie mamma e papà perché non c’è cosa più bella che sapere che i tuoi genitori sono dalla tua parte e che ti appoggiano nelle tue decisioni anche se la cosa crea una sofferenza.
Fazzoletti grazie, sto piangendo!
Mi ricordo che una sera stavamo facendo un aperitivo con i nostri amici per metterli al corrente della nostra decisione, ad un certo punto mi sono girata e alle mie spalle avevo una cartina enorme che raffigurava l’Australia, era destino. Successivamente mi sono detta:”Ma non poteva esserci quella della Sicilia? Sicuramente con tutto il mangiare buono che c’è sarei diventata obesa, ma è pur sempre un’isola e anche molto vicina a Milano!”
Il giorno della partenza è stato davvero duro, ogni volta che ci penso mi manca il fiato anche se sono passati 5 anni.

Quella mattina abbiamo caricato le valigie in macchina e ci siamo diretti verso la casa di Gabriele, abbiamo salutato i suoi genitori e poi ci siamo avviati all’aeroporto. Avete presente quella sensazione di mal di pancia, nausea e giramento di testa che vi viene quando dovete affrontare un’interrogazione? Peggio, io mi sentivo completamente vuota e allo stesso tempo piena di emozioni.
“Gira questa macchina e riportami a casa.”

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Le battute per sdrammatizzare il tutto, anche le più imbarazzanti ve le risparmio, mi toccherebbe ripudiare i miei e mia sorella!
Gli abbracci più lunghi, credo di averli dati in quel momento.
Stringimi mamma, stringimi così forte da lasciare il tuo profumo sulla mia pelle che così quando mi sentirò sola, il tuo profumo mi farà sentire a casa.
Stringetemi e non lasciatemi andare.
L’abbraccio più difficile è stato quello a mia sorella, un abbraccio che a me è sembrato lungo una vita, le lacrime scendevano anche contro la mia volontà. L’unica cosa che mi faceva stare meno peggio era che mia sorella non aveva più accesso al mio armadio o per lo meno alle cose che mi ero portata dietro. Al mio rientro dopo un anno avevo il deserto dentro il mio armadio, si è impossessata di tutto il resto.
L’ammazzo giuro!

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Avete presente i film quando lentamente l’immagine si sfoca? Io ho guardato lentamente scomparire la figura dei miei genitori e di mia sorella su quelle scale mobili per andare al check-in che ho odiato profondamente. Solo io posso litigare con le scale.
Non ho più preso le scale mobili per qualche tempo, ma non pensate mica che abbia fatto le scale normali e che mi sia servito per tonificare, vero? Ascensori vi amo anche se il mio sedere non vi ringrazia!
Questa è stata la nostra corsa verso l’aeroporto, l’angoscia mi tirava per i capelli, ma io sono stata più veloce anche se non ero proprio ready to go!
Vi aspetto per la prossima puntata!
Eve

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