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VOTO DI CASTITA’ E MATERNITA’: “EPPURE CI MANCA SEMPRE QUALCOSA?” NO!


Oggi anche le suore possono essere delle vere e proprie cyber-sisters. Essere suora a tempo di un click è facile: basta una connessione ad internet, un computer e la voglia di condividere con il mondo social le proprie esperienze. Suor Naike Monique, una cara amica dei tempi dell’università, nel 2008 ha chiesto di iniziare il percorso di formazione e verifica della vocazione alla quale si sentiva chiamata nella famiglia religiosa delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Maria e, nel 2011, ha emesso i primi voti nella stessa congregazione. Attualmente vive a Vicenza, sta concludendo il corso di laurea magistrale in Strategie di comunicazione a Padova e collabora nella pastorale parrocchiale e diocesana. Gestisce con passione un piccolo blog e i profili social (Facebook, Twitter, Google+) per la sua congregazione cercando di raccontare la vita religiosa oggi. Vi lascio con un suo meraviglioso articolo sul voto di castità….

Roberta

Decisamente, per la mia esperienza personale, è il voto che crea più “problemi” quando si parla con persone che non hanno fatto scelte di vita simili.
“Ma com’è possibile? Ma avete problemi?!” Comprendere che il voto di castità non è la semplice astinenza sessuale, ma molto di più, crea sempre stupore e meraviglia, quasi incredulità. Come se chi fa voto di castità fosse un supereroe.
A dire la verità, non mi ci sento proprio, anzi, mi sento terribilmente normale. Forze e fragilità comprese.
Il voto di castità è uno stile di vita, uno stile relazionale che si impara quando si cerca di non invadere, non trattenere, non influenzare troppo l’altra/o.
Ho scelto alcune parole che Niccolò Fabi usa in una sua splendida canzone, “La bellezza”, per iniziare a scrivere e dire che la verginità consacrata ha un senso. Ci mancherà sempre qualcosa, in qualunque scelta di vita facciamo, se non sappiamo vedere la pienezza di vita che abbiamo.
Lo dico come cristiana cattolica, ma soprattutto come giovane suora ancora in formazione e di voti temporanei, quindi in una posizione ancora “iniziale”, ma anche già “provata” da otto anni di comunità religiosa.

notonlymama

In queste ore risulta facile discutere di situazioni eclatanti, vorrei dire quasi “borderline”, casi limite, che esistono anche nella Chiesa cattolica, quella Chiesa che amo profondamente.
Mi sorprende la leggerezza con cui qualcuno giudica situazioni complesse e molto delicate, che meriterebbero più riservatezza e pudore.
Chi – come me – sceglie la verginità e fa voto di castità impara giorno per giorno ad accogliere e anche ad amare un vuoto interiore, che è necessario perché ci sia una vita nuova.
“Non si nasce imparati” – verrebbe da dire. Nemmeno in questo versante, ma crediamo che la nostra è la risposta ad una chiamata particolare di Dio, che non è per tutti e non è da tutti comprensibile come sensata e piena di vita. Spesso è qualcosa di molto lontano dai sogni che anche noi avevamo per la nostra vita e proprio in virtù della nostra risposta libera, passando attraverso il crogiolo del dubbio e dell’incertezza, sappiamo che la Grazia di Dio ci precede e ci accompagna in questa scelta.
Rimaniamo uomini e donne. In carne ed ossa. Con tutti i nostri limiti e le nostre sofferenze, ma scegliamo di offrire i nostri grembi al Signore della nostra vita. Per sempre. E Lui ne fa grembi fecondi. Questa fecondità ha nomi e volti precisi, sono persone che impariamo ad amare senza trattenere per noi, ma spingendole a crescere e a diventare uomini e donne liberi.

notonlymama
Sì, “ci manca sempre qualcosa”, come canta Niccolò Fabi, ma la pienezza della vita non si può ridurre all’atto riproduttivo né di piacere. Quante sono le situazioni in cui una malattia, un incidente o altro, rendono impossibile sperimentare anche l’amore fisico?
Può bastare davvero l’amore fisico a colmare le profondità infinite racchiuse nel cuore dell’uomo?
Forse no.
Le scelte di verginità consacrata hanno senso perché conseguenti ad una chiamata personale, unica, sacra. Una chiamata difficile da raccontare per molto tempo, anche a se stessi, ma alla quale è quasi impossibile resistere.
A volte mi fermo a pensare a quante delle mie consorelle sono diventate madri di figli che non avevano più riferimenti di sangue, di adulti spaesati, di giovani in cerca di compagnia nella fede…
Non si tratta di una fecondità di vita?
Se avessimo una famiglia nostra, probabilmente, non avremmo tutto il tempo e le energie che dedichiamo all’ascolto di persone, al loro accompagnamento, all’accoglienza…
Ogni vita è preziosa, ma quando vediamo una vita che torna a fiorire, partecipiamo con commozione ad una nuova fase della creazione e ringraziamo il Creatore per la Sua infinita creatività che tutti viene a cercare!
“…eppure ci manca sempre qualcosa” perché la nostra anima ha sete del Dio vivente, del Dio di Gesù Cristo che abbiamo incontrato e ogni giorno rende la nostra vita feconda e ricca di amore.
Questo ci basta perché ci ricolma il cuore di gioia e no, non ci manca sempre qualcosa: abbiamo tutto. Abbiamo il Signore della nostra vita!
Sr Naike Monique Borgo

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1 commento

  1. andreina 23 febbraio, 2016 at 15:11 Rispondi

    Ho letto con atteggiamento sacralitá questa belíssima comunicazione che fa risaltare la bellezza di uma vita donata in pienezza. Castitá é questo grembo, vaso che Dio riempie di un amore che espande il suo profumo oltreorizzonti personali.. Grazie Naike!

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