TUTELA DELLE LAVORATRICI MADRI: LA MATERNITA’

Date
Dic, 14, 2015

D’interesse per tutte le mamme lavoratrici sono i diritti a loro spettanti durante e dopo la gravidanza. Il Dlgs 151/2001 del 26 marzo 2001 c.d. “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità” prevede che la lavoratrice si astenga dal lavoro dai due mesi precedenti la data presunta del parto (ovvero uno a condizione però che il medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale e il medico dell’ispettorato del lavoro attestino che non ci siano rischi per la salute della gestante e del nascituro) e per i tre successivi (o quattro nel caso in cui la lavoratrice abbia lavorato fino all’ottavo mese di gravidanza). Il congedo di maternità può essere anticipato o prolungato se sussistono gravi complicazioni della gestazione oppure se le condizioni di lavoro sono ritenute pregiudizievoli alla salute della mamma o del nascituro. Durante la gravidanza e fino al settimo mese successivo al parto la lavoratrice non può svolgere lavori pesanti, pericolosi, stressanti o fare il lavoro notturno (dalle ore 24 alle ore 6).

gravidanza al lavoro
Terminato il congedo di maternità alla madre spettano ulteriori 6 mesi di astensione facoltativa (congedo parentale) usufruibili nei primi otto anni di vita del bambino. In caso di parto gemellare il congedo di maternità non raddoppia, raddoppia però il congedo parentale. In alternativa al congedo parentale la madre, durante il primo anno di vita del figlio, può assentarsi due ore al giorno per accudire il proprio bimbo. Se la giornata lavorativa ha durata inferiore alle 6 ore di lavoro la madre potrà assentarsi per un’ora soltanto. Le due ore possono essere usufruite consecutivamente o frazionate. Se all’interno del luogo di lavoro esiste un nido aziendale, il permesso scende ad un’ora e la madre non può allontanarsi; questi permessi sono totalmente indennizzati dall’Inps. Il congedo di maternità così come il congedo parentale ed il congedo per riposo giornaliero sono riconosciuti alla madre lavoratrice anche nei casi di adozione e/o affidamento di minori. La madre ha diritto di astenersi dal lavoro per malattia del figlio senza alcun limite fino al compimento del terzo anno di età del bimbo poi si riduce a cinque giorni lavorativi l’anno fino agli otto anni di età del figlio. Importante sapere anche che il datore di lavoro non può licenziare la propria dipendente dal momento in cui questa comunica di essere in stato interessante fino al compimento del primo anno di età del bimbo.
Vi ricordo anche un altro mio articolo sulle novità introdotte dal Jobs Act in materia di conciliazione vita-lavoro….per leggerlo andate qui!
Roberta

Roberta Bomè

Roberta Bomè

Sono Roberta, vivo in Trentino assieme all’Uomo che in soli 14 mesi mi ha portata all’altare e le nostre due perle: Chiara e Andrea. Dopo un Erasmus in Galles mi sono laureata in Legge all’Università degli Studi di Brescia. Il mio scopo? Quello di farvi innamorare dell’ostico mondo del diritto.

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