LA SMARTPHONE DIPENDENZA

Date
Nov, 09, 2015

E’ innegabile che stiamo andando incontro a quella che già sta prendendo forma come sindrome da smartphone dipendenza. E la dipendenza è proprio lì in agguato per ciascuno di noi: per il bambino che comincia a interagire col mezzo tecnologico incuriosito da suoni e colori, per l’adolescente che sempre più lo utilizza come strumento di comunicazione preferibile allo sguardo di vita sull’occhio dell’altro (e diciamocelo, a volte può risultare faticoso il confronto diretto), sull’adulto e l’anziano che nonostante dovrebbero essere capaci di trasmettere un senso del limite spesso trasmettono l’idea che quel mezzo che hanno tra le mani sia qualcosa di estremamente importante, qualcosa di vitale… Un oggetto con strani poteri miracolosi. E i bambini si sa, sono delle spugne. Trasmettiamo loro più con i nostri atteggiamenti che con le parole.
Mi rendo conto di aver dipinto un primo quadro dai tratti un tantino scuri. Mi ritengo a favore della tecnologia dove questa rappresenti un valore aggiunto alle nostre giornate, mezzo utile a una trasmissione del sapere a 360°, strumento per restare in contatto più facilmente con amici lontani. Tuttavia, c’è un tuttavia che non posso non considerare. Il fatto è che la smartphone dipendenza assume un carattere estremamente ambiguo. Perché questa dipendenza si insinua nelle nostre menti e nelle nostre abitudini senza che ce ne rendiamo conto fino a che non cominciamo a notare segnali di stress e di ansia. Difficilmente poi vogliamo riconoscerla, facci caso… Non siamo sempre pronti a pensare figurati se sono dipendente, io so gestire benissimo il mio tempo e uso il cellulare per distrarmi… Merito un po’ di relax di tanto in tanto no?
Capita anche a te di affermare qualcosa del genere?

Sono sempre sincera quando scrivo e lo sarò anche questa volta. A me è successo e mi sono resa conto che stavo andando in direzione opposta alle mie parole. Ho ascoltato il mio campanello d’allarme e ho compreso che non ero più attiva nelle mie scelte tecnologiche (anche se a me pareva di essere tale) bensì in qualche modo ero diventata passiva nell’uso dello smartphone e di tutte le applicazioni connesse: Facebook, Instagram, Twitter, Google, Mail, WhatsApp. Solo a scriverle tutte mi torna l’ansia 🙂 Per non parlare di Pinterest e Linkedin… Ogni tanto mi arriva una email con i consigli per rendere più attivo il mio profilo. Diciamocela: cominciano a essere un po’ tante cose, almeno per me e in questo momento della mia vita. Ognuno ha i propri personali limiti e penso che debba imparare a rispettarli.
Una mattina quando mi sono comparse decine e decine di notifiche per ciascuna di queste applicazioni ho sentito un forte moto di ansia. Più rispondevo alle notifiche per come dire liberare il campo e quindi non visualizzare più quei segni rossi che mi facevano un certo pressing, più mi sono resa conto di instaurare un processo di accelerazione nelle ulteriori risposte e nel dialogo successivo. Per la prima volta mi accorgevo che se non usavo consapevolmente il mezzo tecnologico, quello era capace di fagocitarmi. Se questo poteva essere l’effetto su di me, quale avrebbe potuto essere alla lunga l’effetto su bambini e sugli adolescenti?

notonlymama yoga smartphone dipendenza
Un semplicissimo test per rendersi conto di un’eventuale dipendenza è questo. Hai voglia di farlo rispondendo alle domande con estrema franchezza?
• hai sempre il cellulare a portata di mano? Lo usi anche con una certa costanza a tavola, al gabinetto, per strada, mentre guardi la tv, mentre stai andando al lavoro sul treno o sull’autobus?
• appena hai un momento libero, ti accorgi di riempire quel vuoto prendendo il cellulare?
• controlli più volte al giorno se hanno messo mi piace a qualche tua foto o a qualche commento che hai scritto?
• mentre fai la pausa caffè controlli comunque il tuo smatphone?
• pensi che l’uso dello smartphone serva per rilassarti?
• la sera lo stacchi o comunque lo tieni lì accanto a te quasi come fosse un altro membro della famiglia da tenere sempre vicino a te?
• se squilla il cellulare ti senti sempre in dovere di rispondere?
• la mattina appena ti svegli la prima cosa che fai è controllare il tuo smartphone?

Ecco, se hai risposto sì alla maggior parte di queste domande, forse non sei lontano dall’ aver messo in moto un processo di dipendenza. Ma a tutto c’è un rimedio! Una volta accertata la dipendenza si può imparare un uso consapevole del mezzo tecnologico che comunque non è da demonizzare.

Vediamo allora insieme qualche piccola accortezza che può aiutarci a usare in maniera zen la tecnologia 🙂
• al risveglio alla mattina fai qualche respiro di consapevolezza, sorridi al nuovo giorno che sta per cominciare nonostante il lavoro che ti attende e non accendere il cellulare fino a che almeno non avrai fatto la tua colazione. Abbi rispetto di te e nutri il tuo spazio prima di lasciare che il mondo esterno con le miriade di notizie entri nella tua dimensione
• stabilisci quel momento o qui momenti in cui utilizzerai lo smartphone per andare su internet durate il giorno e fai in modo di rispettarli. Ogni volta che sarai lì pronto a prendere tra le mani il cellulare fai un bel respiro, chiediti perché hai così bisogno di compiere quell’azione, non prendertela con te stesso ma riconosci semplicemente un’abitudine instaurata. Riconoscere l’abitudine è un primo grande passo verso la tua libertà. La strada verso la consapevolezza significa anche restare con se stessi e stare bene senza per forza sentire l’esigenza di qualcosa o qualcuno:
• ogni volta che suona il cellulare o ti arriva un messaggio sii consapevole che non sei obbligato a rispondere nell’immediato
• considera che se decidi di rispondere a tutti i messaggi e a tutte le mail in arrivo non stai sgomberando il campo ma anzi stai alimentando un processo di accelerazione nello scambio e nella comunicazione e ti ritroverai in poco tempo di lì a capo. Sii consapevole delle conseguenze delle tue scelte
• ogni momento che riempiresti col cellulare (in attesa dell’autobus o in coda al supermercato per esempio) fai in modo che diventi un momento utile per stare con te stesso, per praticare una piccola meditazione sul respiro. Ogni istante della vita ha valore, anche quello che può sembrare insignificante.

Notonlymama yoga smartphone dipendenza
Tutto qui, ci tenevo a condividere qualche piccolo suggerimento perché le nostre giornate possano riempirsi di consapevolezza e libertà nelle nostre azioni. La vita ci chiede di essere vissuta per quella che è, assaporata lentamente, non riempita a tutti i costi.

Pieramaria
@mammayoga.it

NotOnlyMama

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9 Comments

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    Lalu

    9 Novembre 2015

    Spesso mi chiedo se io non stia esagerando..e la risposta è sì! ! Bisogna porsi dei limiti..ottimi i tuoi consigli..proverò a non tenerlo sul comodino stasera!!.
    Lalu.
    Http:// ilquadernodilalu.it

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      Mammayoga

      10 Novembre 2015

      É già un’ottima soluzione quella di non tenerlo lì accanto alla sera ?

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    Stefania

    10 Novembre 2015

    Quanto è vero ciò che scrivi.
    Spesso sento la necessità di staccare tutto e non rispondere a nessuno oppure non guardare nessuna novità.
    Sento lo stress accumularsi e dico a me stessa di prenderla con più calma.
    Ecco che in quell’istante ritrovo me stessa e il corpo si rilassa.
    Dobbiamo ridimensionare il nostro rapporto con la tecnologia e dedicarci agli affetti e alle passioni concrete.
    Un abbraccio tesoro.

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      Mammayoga

      10 Novembre 2015

      Bisogna trovare il giusto equilibrio..il mezzo tecnologico accellera tutto uno scambio che normalmente avverrebbe con altri tempi.. Grazie tesoro e un abbraccio

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    Silvia Fanio

    10 Novembre 2015

    Ecco.
    Molto di ciò che hai suggerito lo faccio. Perché mi stavo accorgendo di perdere di vista la vita reale!
    Ottimi suggerimenti!

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      Mammayoga

      10 Novembre 2015

      Non sono sola in questo sentire..Grazie Silvia ?

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    Oltrechemamma

    10 Novembre 2015

    Sai quanto condivida! Il
    Concetto di”nutrire il
    Proprio spazio” è bellissimo così come tutto il tuo pezzo. Sempre in gamba mammayoga!

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      mammayoga

      12 Novembre 2015

      Grazie cara!! Un abbraccio

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