Beirut

Circa un mese fa sono stata a Beirut e con mio grande stupore ho ricevuto tantissime domande riguardo questa, a mio avviso, affascinantissima città cosí ho deciso di raccontarvela.
Non voglio farvi il solito elenco delle cose da vedere perché potete trovarle facilmente su internet ma soprattutto perché Beirut va “respirata” per poterla apprezzare davvero.
Capitale del Libano, è la città dei contrasti, melting pot di diverse culture, edifici fatiscenti con ancora i segni dei bombardamenti accanto a palazzi modernissimi appena finiti di costruire, chiese accanto a moschee, donne coperte accanto a… beh donne che di coprirsi non ne hanno particolarmente voglia!
Beirut è una città che ha sofferto ma lo ha fatto sempre con grandissima dignità: la risposta delle nuove generazioni alla guerra civile che c’è stata dal 1975 al 1990 è stata quella di enfatizzare la normalità della vita non a caso è famosa per i suoi tantissimi locali dove poter bere, mangiare e ballare fino a notte fonda sempre pieni di ragazzi.
Chi ha vissuto a Beirut durante la guerra vedeva esplodere le bombe dalla sua finestra e sapeva che a un determinato orario ci si doveva rifugiare negli scantinati, chi ha vissuto la guerra ha imparato che la paura deve essere sconfitta con la voglia di vivere perché del domani non v’è certezza come disse qualcuno!
Beirut è tante città insieme infatti i quartieri sono entità a sé caratterizzati dall’appartenenza religiosa e politica: ad ovest ci sono i quartieri musulmani suddivisi tra Shiiti e Sunniti mentre ad est quelli cristiani, maroniti, greco ortodossi ed armeni.
Appena arrivati, uscendo dall’aereoporto, per arrivare a downtown si passa per il quartiere abitato dagli hezbollah che credetemi non è davvero un bello spettacolo!

Beirut

Downtown invece a me è piaciuta tantissimo, è stata completamente ricostruita dopo la guerra civile e passeggiare per le sue strade è un vero piacere: in questa area della città c’è il parlamento, ci sono tre moschee e tre chiese cristiane e molti ritrovamenti archeologici di epoca romana.
Un altro quartiere che mi è piaciuto particolarmente è Gemmeyze: pieno di localini, gallerie d’arte e graffiti per strada ma la parte della città che più adoro, situata in alto rispetto al centro, è Brummana, un quartiere caratterizzato da casette tutte costruite con mattoncini tipici delle vecchie case libanesi.
Per chi come me è amante del cibo e del buon vino il Libano e particolarmente la Valle del Bekaa, è una tappa obbligatoria: amo follemente i sapori di questa cucina fatta di tantissime verdure, legumi, formaggi e carne.
Lo sapevate che l’hummus, che ora va tanto di moda, è un piatto libanese?
Il Libano è un paese davvero molto piccolo, per dimensioni è paragonabile alla nostra Umbria ma, nonostante questo, ha tutto: montagne e mare!
A pochi chilometri da Beirut infatti è possibile andare a sciare a Faraya una zona montana attrezzatissima con baite di legno davvero deliziose mentre a soli 30 km da Beirut è possibile raggiungere Byblos, un delizioso piccolo porticciolo di pescatori con un centro medioevale e prima città costruita dai Fenici.
A tre ore dalla capitale invece si trova il paesino dei cedri, simbolo assoluto del Libano tanto che la bandiera libanese ha al suo centro raffigurato proprio un cedro presente in questa zona: il cedro del Libano è un simbolo sacro, eterno e di pace ed è menzionato ben 77 volte nella Bibbia, il cedro più antico ha 3000 anni.
Io vi consiglio di visitare questo Paese non solo per le sue bellezze ma soprattutto per assaporare questa cultura che scoprirete essere sorprendentemente molto simile alla nostra.
Olly

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