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DIASTASI ADDOMINALE: UN DISTURBO TANTO FREQUENTE QUANTO SCONOSCIUTO

La diastasi addominale

La diastasi addominale (o diastasi dei retti addominali) è un problema che coinvolge moltissime donne dopo la gravidanza, ma di cui si parla pochissimo. Io stessa, non ne avevo mai sentito parlare, fino a quando non ho iniziato a fare ricerche per capire come mai, a 2 anni dall’ultimo parto, la mia pancia si ostinasse a non voler tornare a posto. Ho avuto due gravidanze gemellari a distanza di 2 anni una dall’altra e semplicemente mi ero rassegnata al fatto che il mio corpo fosse cambiato e non avrei mai più rivisto la mia amata pancia piatta. Ero una mamma e le mamme hanno la pancetta. Probabilmente avrei dovuto avere solo pazienza e tutto sarebbe tornato alla normalità. Questa era la mia diagnosi dettagliata. Eppure le due “gravidanze bomba”, non mi avevano lasciato nemmeno 1 Kg in eccesso; ero magra prima e magra sono rimasta. La zona dell’addome, tuttavia, continuava a mostrarsi come se fossi incinta di 4 mesi.

La diastasi addominale

Cos’è la diastasi dei retti addominali?
Si tratta di una modificazione assolutamente fisiologica dei muscoli addominali durante la gravidanza. Questi si separano sotto la spinta interna dell’utero che aumenta di volume. La fascia che congiunge longitudinalmente i due muscoli retti dell’addome, infatti, sotto la spinta dell’utero e a seguito di influssi ormonali, si allenta e permette la loro separazione. Tutti conoscerete la linea alba. Quella linea scura che compare sul pancione al termine della gravidanza. Si tratta proprio del tessuto connettivo, che, seppur resistentissimo alle rotture, può, in alcuni casi, non avere elasticità sufficiente a ritornare poi alle condizioni iniziali. Come detto, in gravidanza è assolutamente normale che i retti dell’addome si separino, ma devono ritornare alla loro posizione entro 12 mesi dal parto. Quando questo non succede e le due fasce, destra e sinistra, mantengono una distanza superiore ai 2 – 2,5 cm, si tratta di un disturbo vero e proprio e vale la pena indagare più a fondo.
Problemi derivanti da una diastasi addominale.
I disturbi derivanti da una diastasi addominale sono spesso direttamente proporzionali all’entità dell’allontanamento delle fasce muscolari. Se di diastasi si parla a partire da 2 – 2,5 cm di distanza tra i retti, questa può arrivare anche a decine di cm, provocando disturbi anche seri. Si può quindi avere semplicemente un “problema” estetico con cui può essere tranquillamente possibile convivere, oppure disturbi più seri quali lombalgie e dolori addominali, fino a problemi digestivi e disfunzioni urinarie.

Come riconoscere una diastasi addominale?
L’indizio più evidente, come è stato anche nel mio caso, è proprio la pancia “gonfia”. È una pancia diversa da quella che deriva da chili superflui, somiglia molto a quella che nei primi mesi di gravidanza guardiamo adoranti desiderando che cresca in fretta (con la differenza che, ora, inveiamo perché non accenna ad andarsene). Questa può essere accompagnata da una protuberanza allungata a forma di “pinna” lungo la linea alba, dallo sterno all’ombelico. In caso di sospetto di diastasi addominale, una semplice autovalutazione può dirci di più. Posizionandosi supine a con le ginocchia piegate e sollevando leggermente le spalle tipo crunch (attenzione a non piegare la testa), è possibile tastare da sole l’entità del problema inserendo la punta delle dita nella fessura che si troverà all’altezza dell’ombelico. Se nella fessura troveranno spezio almeno due dita, probabilmente si tratta di diastasi. In ogni caso, se l’autovalutazione vi ha dato dei sospetti, il passo successivo deve essere una visita dal medico, che vi prescriverà un’ecografia per stabilire l’entità precisa del problema.

La diastasi addominale

Come risolvere il problema?
Questo sarà il medico a stabilirlo in base ad un’attenta diagnosi e alla valutazione dei disturbi collegati alla diastasi. Tendenzialmente, per diastasi limitate a pochi centimetri, possono essere utili esercizi mirati a rinforzare la parete addominale e il pavimento pelvico, mentre per problemi di maggiore entità può rendersi necessario un intervento chirurgico (addominoplastica).
Marianna

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