BooksReview

COSA C’E’ NELLE POZZANGHERE?

Cosa c'è nelle pozzanghere

Giacomo si affacciò per scrutare il piccolo specchio d’acqua.
Non aveva capito il senso del compito che gli era stato assegnato, e lo capiva ancor meno ora che osservava da vicino quella pozzanghera senza niente di speciale.
Giacomo aveva 11 anni e mezzo e, sebbene non lo si potesse definire uno studente modello, era abbastanza ligio al dovere da svolgerli, i compiti, il più delle volte.
Ma quello, di compito, si stava rivelando davvero enigmatico.
Le volte in cui il professore di arte aveva assegnato del lavoro da svolgere a casa si contavano sulle dita di una mano, ma quella mattina la classe doveva aver esagerato, e così il prof. aveva indetto una “verifica a sorpresa” per punizione.
Per fortuna o per sfortuna, poco dopo aveva suonato la campanella ma il professore, non contento, aveva trasformato la verifica in un compito a casa (e guai a chi non lo avesse consegnato alla prossima lezione).
La verifica, in realtà, era un tema, e la traccia per lo svolgimento era solo una domanda “cosa c’è nelle pozzanghere?”.
Il professore non aveva dato ulteriori spiegazioni (o forse sì, ma in quel momento Giacomo doveva essersi distratto) ed ecco che ora erano tutti problemi suoi.

Cosa c’era nella pozzanghera?
Acqua. Fango. Sporco.
Che razza di tema avrebbe potuto scrivere?
Ma poi, cosa significava quella domanda?
Esasperato, alzò verso il cielo uno dei regali dell’ultimo compleanno.
Si trattava di un biplano di cartone che non gli aveva mai suscitato un grande entusiasmo ma che quel pomeriggio, chissà perché, aveva deciso di portare con sé.

Tenendo il biplano sospeso, fece dodici lunghi passi e valutò la pozzanghera con un giro di perlustrazione.
Certo che era bella grande.
“Come un piccolo mare” pensò.
Guardò il biplano e poi, con il dito, diede una spinta alla piccola elica.
Woooom. Il rombo del motore rimbombò nella sua testa.
Prese la rincorsa e, con un balzo, superò la distesa d’acqua.
Stomp… Splash. Ruppe l’immobilità della superficie cercando appoggio con il piede sinistro, ed ecco che il piccolo biplano, dopo un doppio giro della morte, si trovò inevitabilmente in caduta libera verso quel piccolo mare…
Wooosh. L’audacia del pilota, però, ebbe la meglio: a pochi centimetri dal pelo dell’acqua tirò una sterzata vigorosa e riprese miracolosamente il controllo del velivolo. Era salvo.

La fantasia di Giacomo si era risvegliata: la vicenda del biplano e del suo pilota, in volo sull’oceano da diverse settimane e con una missione segretissima da portare a termine, si dipanarono come un film davanti ai suoi occhi.
Quella pozza d’acqua senza nulla di speciale d’improvviso s’era trasformata, e solo il rumore di un rombo reale distolse il ragazzo dalle sue piroette.

Non fece in tempo ad alzare lo sguardo che lo vide riflesso nell’acqua: era un aereo vero.
Sorrise e capì: aveva scoperto cosa si nascondeva nelle pozzanghere.
Clarissa

Cosa c'è nelle pozzanghere

Share:

Lascia un commento

La tua email non sarà pubblicata. I campi obbligatori sono indicati con *