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GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

Giornata Internazionale della Donna

L’8 marzo si celebra la Giornata Internazionale della Donna, un’occasione per ricordare non solo le conquiste raggiunte dalle donne ma anche le situazioni in cui queste si ritrovano, ancora oggi, a essere discriminate a causa della loro appartenenza di genere. Questa “festa”, che una leggenda metropolitana vuole legata a una strage avvenuta in una fabbrica tessile, ha un’origine molto importante: l’8 marzo 1917 in Russia vi fu una manifestazione guidata dalle donne tramite la quale veniva ricordato l’ideale che voleva tutti i proletari e le proletarie del mondo uniti contro i padroni. L’omaggio che si fa oggi, dovrebbe essere proprio una forma di ammirazione verso la forza delle donne, una forza che spesso viene accantonata e cede il posto alla paura.

Volendo fare un breve excursus storico dell’8 marzo, è interessante notare come sia stata inizialmente un’occasione per manifestare il proprio distacco dai capitalisti, divenuto poi un sinonimo della parola “femminismo”, un termine che con il decorso del tempo ha assunto significati ben lontani dal fenomeno di rivendicazione dei diritti femminili, fino ad arrivare, ai nostri giorni, ad essere un’occorrenza in cui dettare le sconfortevoli cifre legate al fenomeno del femminicidio nel mondo: solo in Italia, 130 vittime nel 2017.

Giornata Internazionale della Donna

Spesso questa piaga si traduce in un tentativo di cancellare l’identità, di minare profondamente l’indipendenza e la libertà di scelta di una donna e risulta essere, purtroppo, uno dei reati più diffusi, per cui rappresenta un problema che necessita di una risposta non solo giudiziaria, ma anche e soprattutto culturale e educativa. Proprio per questo, l’8 marzo è ormai già da qualche tempo una possibilità per parlare di questo fenomeno e sensibilizzare l’opinione pubblica, e i ragazzi soprattutto. A questo scopo, sono moltissime le associazioni socio-culturali che si recano negli istituti scolastici e cercano di informare i ragazzi su questi dati allarmanti, che li coinvolgono nelle discussioni al fine di coinvolgerli ed educarli.

Tra queste associazioni, ricordiamo “Non una di meno” che negli ultimi tre anni si è mobilitata nelle strade, nei territori, negli ospedali, nelle università e in molti altri luoghi, cercando di strappare piccole conquiste e spazi potenziali di lotta e rivendicazione comuni sul tema della salute, contro la violenza di genere e molto altro. Dal 2014 ha coinvolto associazioni sindacali, sportelli antiviolenza, spazi di donne, laboratori d’inchiesta. E proprio per l’8 marzo ha indetto una mobilitazione nazionale per ricordare le donne uccise dai “loro” uomini. Un modo probabilmente insolito di trascorrere questa ricorrenza, ma sicuramente molto intelligente e sensibile, un buon esempio da seguire per auspicare al fatto che i festeggiamenti per la festa della donna non si limitino a uno sparuto mazzolino di mimose, ma sia l’occasione per organizzare, poiché ne abbiamo ancora bisogno, dibattiti e discussioni, che possano coinvolgere direttamente le giovani generazioni in un ragionamento più ampio sui ruoli di genere nel XXI secolo.
Avv. Francesca Andreoli

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