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I CHAKRA: UN PERCORSO DI CONOSCENZA

Chacra

Imparare a conoscere i Chakra, e le loro caratteristiche, è estremamente affascinante ed è fondamentale per poter comprendere e intervenire sugli eventuali squilibri che possono coinvolgerli e influenzare vari aspetti della nostra vita.

Chacra

A livello più pratico e terapeutico, ogni squilibrio energetico si manifesta attraverso problematiche psicofisiche ricorrenti (come ansia, difficoltà digestive, difficoltà di concentrazione…): la pratica costante di asana, pranayama, mantra e tutti gli strumenti che lo yoga mette a nostra disposizione, contribuiscono a riportare in equilibrio il prana all’interno di ogni chakra. Riequilibrare il corpo energetico ci aiuta a ritrovare chiarezza e consapevolezza.
La parola Chakra significa letteralmente ruota o vortice. I chakra sono vortici energetici che controllano la circolazione del prana (forza vitale) e da cui dipendono diverse funzioni sia del corpo fisico che della psiche. I principali sono 7 e si collocano lungo il percorso di Sushumna, la nadi (canale energetico) che ha origine nel perineo e termina alla sommità dal capo, scorrendo attraverso il centro del midollo spinale.

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Ogni chakra può trovarsi in tre stati differenti: equilibrio energetico (satvico), squilibrio rajassico o squilibrio tamasico. Uno squilibrio si definisce rajassico quando il livello energetico è più alto di quello sostenibile oppure tamasico quando il livello energetico è troppo basso. Lo stato ideale è quello in cui tutti i chakra si trovano in equilibrio.
A livello fisico i chakra sono associati ai principali plessi nervosi e alle ghiandole endocrine. I chakra funzionano come un interruttore che agisce su modelli di comportamento, pensieri ed emozioni. Ogni chakra è legato a determinate aree del cervello ma nella maggior parte delle persone questi centri psichici sono dormienti, assopiti e inattivi. Stimolando il flusso energetico del chakra e attivandolo, si risvegliano le aree dormienti del cervello e le corrispondenti facoltà della mente che ci permettono di ridestare la coscienza e raggiungere uno stato di beatitudine e felicità.

Nella sequenza dei chakra si riproduce la storia evolutiva dell’uomo. Partendo dalla scoperta dell’energia ancestrale, racchiusa nel chakra più basso, fino a risalire alla pura coscienza (samadhi) attraverso continue trasformazioni, l’energia viene assimilata, trasformata e resa cosciente in un cammino in cui ogni chakra rappresenta una tappa evolutiva, dalla nostra parte più istintiva a quella più cerebrale.
I chakra sono rappresentati da fiori di loto (simboli di crescita spirituale), ciascuno caratterizzato da un numero definito di petali e un colore. All’interno di ogni fiore ci sono lo yantra del simbolo geometrico dell’elemento associato e il relativo bija mantra.

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MULADHARA, il primo chakra
Muladhara è il chakra della radice ed legato al radicamento, alla sessualità e ai bisogni primari.
È il chakra che sta alla base di tutto: è il chakra della terra e della stabilità e rappresenta il sostegno di tutto il corpo. La sua funzione è di stabilità (fisica ed emotiva), sicurezza e fiducia in se stessi; quando è in equilibrio ci si sente presenti nel qui e ora e collegati al corpo fisico.
È situato nel perineo ed è associato al senso dell’olfatto. La sua corrispondenza nel corpo fisico è il sistema scheletrico, il naso e il corpo fisico in generale. Gli organi di azione sono i piedi.
Muladhara chakra è la sede dell’energia ancestrale, Kundalini shakti, il serpente arrotolato in un sonno profondo. Lo scopo dello yoga è il risveglio della kundalini dormiente per l’evoluzione spirituale: un percorso attraverso i chakra successivi fino a raggiungere la sommità in Sahasrara dove l’energia (Shakti) si unisce con la pura coscienza (Shiva). La Kundalini rappresenta anche la capacità creativa e generativa dell’essere umano.
Il primo chakra è raffigurato da un loto rosso con quattro petali, al cui interno si trova un quadrato giallo che rappresenta l’elemento terra. Il suo bija mantra è Lam.
Le pietre e i cristalli correlati sono diaspro rosso, granato, rubino (le pietre rosse in generale).
Lo squilibrio rajassico porta a rigidità mentale, ostilità al cambiamento, attaccamento eccessivo al denaro, aggressività, violenza brutale, ira e frequenti disturbi fisici come artrosi, artriti, sciatalgia. Lo squilibrio tamasico invece ha come conseguenza insicurezza, pigrizia, sonnolenza, perdita di autostima e rassegnazione.
Quando attraversiamo periodi di grandi cambiamenti che coinvolgono il nostro senso di sicurezza e stabilità, come l’inizio di una nuova attività, un trasloco, una separazione, dobbiamo cercare di dedicare particolare attenzione all’equilibrio di questo chakra.
Alcuni suggerimenti per il riequilibrio energetico
Attività: entrare in contatto con la natura, meditazione camminata, camminare scalzi, eseguire lavori creativi e artistici manuali (es. con la creta o l’argilla), eliminare il superfluo, coltivare il senso dell’olfatto.
Asana: tutte le posizioni in piedi o sedute che prevedono una pressione sotto il perineo o gli ischi.

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Ho scelto per voi:
Tadasana (posizione della montagna) [foto 1]
Virabhadrasana I (posizione del guerriero I) [foto 2]
Uttanasana (piegamento in avanti intenso) [foto 3]
Baddha Konasana (posizione del ciabattino) [foto 4]
Adho Mukha Virasana (posizione dell’eroe piegato in avanti) [foto 5]
Pranayama: attivare Mula Bandha. La contrazione del perineo durante pranayama e meditazione genera un profondo senso di stabilità.
Meditazione: visualizzare un triangolo rosso capovolto o un quadrato giallo, simboli di energia e solidità.
Mantra: dedicati a Ganesh, io adoro Ganesha Song di Emy Berti.
Paola

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