Top flop Svezia

Qualche mese fa ho scritto un articolo sui top five Svezia e vi ho parlato di tre fasi che si attraversano quando si diventa expat:
– Fase 1: tutto è bello
– Fase 2: confronto dei due paesi
– Fase 3: iniziano a piovere critiche sul nuovo paese
Oggi ci concentriamo sulla terza fase: ecco la mia top flop Svezia.

1. Il costo della vita
Cara Svezia, sei proprio cara! Questo punto si meriterebbe un articolo a sé quindi mi limiterò ad alcuni esempi. Fare la spesa puó diventare un vero e proprio salasso, specie se si includono carne, pesce, formaggi, frutta e verdura. Insomma, tutto quello che sta alla base di un’alimentazione equilibrata. Se poi siete italiani come me e, al posto del classico blocco di formaggio svedese (che non sa di niente), volete del buon formaggio tipo taleggio o pecorino, preparatevi a pagare 5-6 € l’etto. Volete bervi un cocktail in un qualsiasi locale del centro? Non troverete niente al di sotto di 10€!

Top flop Svezia

2. Alcohol
Come ho scritto nel mio primo articolo per NOM, pillole sulla Svezia, in questo regno non troverete alcohol nei vari supermercati, bensí in un apposito negozio detto Systembolaget, di monopolio dello stato. A partire dal 21esimo anno di età potrete comprare tutto quello che volete, economia permettendo. Entrare al systembolaget è come entrare in una libreria, ma con bottiglie anziché libri sugli scaffali. Il personale è altamente qualificato e specializzato e saprá darvi qualsiasi informazione desideriate. Addirittura si offrono corsi per sommellier, degustazioni di vini (rossi e bianchi), whisky, cognac, champagne, ecc. Il systembolaget è il posto perfetto se volete lasciare lo stipendio in un solo giorno! Una bottiglia di Martini o Aperol? 15-20 € circa, la bottiglia di Barolo più conveniente? Non meno di 15€. Il Dolcetto che mia nonna trova in Italia a 2,5€ qui ne costa almeno 12.

Top flop Svezia

3. Shopping
Fare shopping in Svezia è come uscire per bere un bicchiere di bianco ma trovare solo acqua minerale. La Svezia è piena di catene di negozi, H&M, Lindex, Kappahl, Gina Tricot, Cubus, Zara, e tante altre. Ricordo con nostalgia lo shopping in Italia, quando i negozi erano più anonimi, ogni negozio vendeva cose diverse ed era bello visitare un’altra città proprio perché trovavi capi diversi. Qui ogni volta che visito una nuova città ho un déjà-vu, ogni via pedonale ha gli stessi negozi, con gli stessi vestiti sui manichini. Insomma, una depressione. Poi io non sono mai stata un’amante di H&M e Zara. Non trovo mai niente. Così mi butto su marche nordiche come Ilse Jacobsen (la mia omonima danese), Malene Birger o Filippa K. Ovvio i prezzi sono un po`più alti, basta aggiungere uno zero ah ah!

Top flop Svezia

4. Cibo (pizza)
Per motivi di spazio (e della vostra pazienza) mi limito alla pizza, il resto lo lascio per un’altra occasione.
Ma ragazzi, possibile che nessuno riesca a fare una pizza decente? Sono disposta a pagarla più cara, a patto che abbia la mozzarella e non un formaggio che sciogliendo lascia mezzo litro d’olio. Per non parlare delle varie combinazioni sulla pizza, perché a volte la pasta base sarebbe anche decente, è quello che ci finisce sopra che rovina tutto. Tanto per rendervi l’idea, ordinereste una pizza ragù (esatto, col ragù, lontano parente di quello bolognese)? Oppure una pizza con salsa bernaise? Pizza con ananas e/o banane? Questo è solo un esempio di pizze svedesi, quelle che potrebbero farvi finire in ospedale per intossicazione alimentare.
Non dimenticatevi dello spelling! Chi ha detto che Google avrebbe facilitato la vita alle persone si è dimenticato di dirlo agli pseudo-pizzaioli svedesi. Ma fare una ricerca prima di pubblicare un menù no? Ecco che poi ti escono fuori pizze maragareta, al fungi, fifferoni, al tono…e qui mi fermo.
Comunque anche qui esistono delle piccole perle degne del tricolore. Una di queste è il ristorante Italia, aperto anni fa da un siciliano (che conosco) e che da poco ha ricevuto il premio “Marchio ospitalità italiana”.

Top flop Svezia

5. I bagni
Dovete andare in bagno? Entrate e fatevi due risate o mettetevi a piangere, a voi la scelta. Innanzitutto non c’è il bidé, ma a questo mi sono abituata. È al fatto che una buona parte dei bagni non ha piastrelle sul pavimento che non mi abituerò mai, né tanto meno riuscirò a capire perché. Ma cosa c’è al posto di un bel pavimento piastrellato, vi chiederete? Tenetevi forte, c’è un pavimento che io chiamo di “plastica”, ma credo il termine corretto sia linoleum. Non è neanche una questione di case vecchie o recenti. Anche le case costruite un decennio fa hanno il pavimento di plastica. I miei suoceri, sostenitori della plastica, dicono che si fa per evitare danni da perdite d’acqua. Io continuo a sostenere la ceramica e mi viene da piangere ogni volta che entro in un bagno svedese. Poi, cigliegina sulla torta, spesso la doccia non è una cabina con porte vetro ma un semplice buco nel pavimento e al posto delle vetrate troverete una tendina di plastica (anche quella). Risultato: acqua ovunque e tanto lavoro per asciugare, così tanto che dopo dovrete farvi un’altra doccia e sarete al punto di partenza. Pensavate che la Svezia fosse un paese moderno? Entrate in un bagno e dovrete ricredervi. Concludo dicendovi questo: io se devo fare la doccia in queste condizioni uso le ciabatte, sinceramente mi fa schifo stare scalza, mi sembra di stare nelle docce comunali (dove gli svedesi stanno scalzi).
A presto
Wanda

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