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ANALGESIA EPIDURALE: PRO E CONTRO, COME, QUANDO E PERCHE’

Analgesia epidurale

Premettendo che nessun tipo di analgesia farmacologica è completamente esente da rischi per il bambino ed effetti collaterali per la madre, andiamo ad analizzare nello specifico l’analgesia epidurale, il metodo analgesico più utilizzato in travaglio.
I rischi sono legati parzialmente alla tecnica di esecuzione e parzialmente agli effetti chimici dei farmaci impiegati, possono manifestarsi a breve o a lungo termine, possono essere sottili o manifesti. Tutti i farmaci impiegati nell’analgesia raggiungono il bambino entro pochi secondi.
Non tutti i tipi di danno sono rilevabili con le valutazioni fatte al momento del parto e i rischi a lungo termine sono poco indagati.
L’analgesia epidurale:
E’ il metodo più diffuso, più efficace ma anche il più invasivo. Bisogna distinguere tra anestesia e analgesia epidurale, la prima si impiega nel taglio cesareo, la seconda nel travaglio/parto fisiologico o distocico.
Consiste nella somministrazione di anestetico misto ad un oppiaceo nello spazio epidurale a livello della terza o quarta vertebra lombare, tramite l’introduzione di un catetere.
La somministrazione può essere continua, o regolata dalla donna in base al bisogno.

Effetti collaterali e effetti sulla dinamica e l’esito del parto:
L’uso di ossitocina nel parto con epidurale è tre volte superiore al parto spontaneo, le contrazioni spesso diminuiscono e diventano irregolari. Il tono muscolare è inibito, con conseguente difficoltà di rotazione e di posizione del bambino, il periodo espulsivo è più lungo. I parti operativi (ventosa, forcipe, episiotomia) sono il triplo rispetto al parto senza analgesia.
La mobilità della donna spesso è ridotta, e la perdita dello stimolo urinario porta spesso alla necessità di cateterismo.
Spesso si verifica un abbassamento di pressione e rialzo di temperatura materna con conseguente tachicardia del bambino.

Effetti sulla madre:
Minor tono muscolare, palpitazioni, vertigini, nausea, depressione respiratoria, ipotensione.

Effetti sul bambino:
bradicardia, maggior acidosi alla nascita, alterazioni dello sviluppo visivo, muscolare e neurologico nel tempo.
Naturalmente la frequenza e il grado di questi effetti dipendono dal dosaggio dell’anestetico. L’anestetico, seppur a basso dosaggio, passa comunque la barriera placentare e viene quindi assunto dal bambino, gli effetti sono rari, ma non assenti.

Analgesia epidurale

Punti critici:
Essendo l’analgesia più efficace, è molto gradita alle donne, ma essendo anche la metodologia più invasiva e con il numero di complicanze più alto, è importante che la donna faccia una scelta informata prima di trovarsi in travaglio. La donna deve essere informata adeguatamente sui pro e i contro e sulle alternative possibili e sulla disponibilità effettiva 24 ore su 24. Se la donna chiede l’epidurale, non trova sempre la struttura o il medico disponibile ad applicarla. Se la donna non si prepara ad affrontare attivamente il dolore: spesso non sa che l’epidurale non può essere applicata dai primi dolori o che spesso viene sospesa nel periodo espulsivo e che una parte del travaglio la deve comunque affrontare con le proprie forze.

Quando consigliare l’epidurale?
Durante parti particolarmente complicati, quando la donna è in ansia e tesa, non si rilassa nelle pause tra un contrazione e l’altra e lo stress diventa cronico. Questo produce un aumento non fisiologico del dolore, un irrigidimento del collo dell’utero, una riduzione dell’ossigenazione alla placenta e quindi al bambino. In questo caso l’epidurale interrompe lo stress del dolore e dell’ansia, permette un rilassamento muscolare e del collo dell’utero e migliora le condizioni del bambino.

Quindi indubbiamente l’analgesia epidurale non è una pratica da demonizzare, ma va sempre valutata attentamente, in quanto si tratta di una pratica invasiva, che va ad influire enormemente sull’andamento del travaglio, sia in negativo, sia in positivo. Quindi è importante informarsi adeguatamente rispetto allo svolgersi della pratica per capire cosa aspettarsi realmente.
Caterina

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