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DOLCE STORIA DI UN DESSERT: PESCA MELBA

Pesca Melba

Oggi vi porto indietro nel tempo fino al 1889, anno in cui il celeberrimo chef francese Auguste Escoffier si mise a capo delle cucine dell’hotel Savoy di Londra.
Qui, per circa due anni, risiedette una cantautrice australiana chiamata Helen Porter Mitchell, meglio conosciuta come Dame Nellie Melba (in onore della città di Melbourne). Dopo averla vista e sentita cantare a Covent Garden, Escoffier decise di renderle omaggio attraverso la creazione di un dessert nel 1894. Essendo lo chef dell’hotel, egli conosceva benissimo i gusti della cantante, la sua passione per il gelato alla vaniglia, le pesche e i lamponi.
Prima di tradurvi la ricetta autentica scritta dallo chef stesso, vorrei soffermarmi un attimo sul suo gesto. Non credete sia estremamente romantico quello che ha fatto? Voglio dire, non so voi, ma se mio marito prepara il caffè…già mi ritengo fortunata!

Pesca Melba

“« Pêche Melba » est le dessert le plus facile à préparer : il suffit de couvrir le fond le fond d’une coupe en cristal […] de glace à la vanille. Déposer sur la glace des pêches à chair blanche et tendre, mûries à point, débarrassées de leur pelures, pochées pendant quelques minutes dans un sirop léger parfumé à la vanille. Puis masquer les pêches d’une purée de framboises fraîches, sucrées. Facultativement, on peut jeter sur les pêches, un léger voile de sucre filé.”

“La Pesca Melba è il dessert più semplice da preparare: basta coprire il fondo di una coppa di cristallo di gelato alla vaniglia. Adagiare sul gelato delle pesche bianche e tenere, mature al punto giusto, private della buccia, lasciate per qualche minuto in uno sciroppo leggero aromatizzato alla vaniglia. Infine coprire le pesche con una purea di lamponi freschi, zuccherati. In modo facoltativo si possono spolverizzare le pesche con un leggero strato di zucchero a velo”

Pesca Melba

Non si tratta di un dessert elaborato, ma aver conosciuto la sua origine lo ha reso veramente speciale ai miei occhi. Inoltre è proprio la sua estrema semplicità a renderlo replicabile in tutte le nostre cucine, a differenza di molti dolci francesi parecchio difficili da realizzare! Quel che è certo è che d’ora in avanti non dimenticherò più questa dolce, dolce storia.
MariaGiulia

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