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V PER VÀ CHE HO FINITO LA SCUOLA

Ho finito la scuola

Ciao Italia, sono giunta al termine del mio percorso scolastico, il 3 maggio è stato il mio ultimo giorno. Ma a me che mi frega starete pensando? Vabbè io ve lo dico lo stesso altrimenti non avrei ragione di scrivere visto che come sempre parlo e straparlo mettendo me stessa al centro dell’universo. In effetti mi piacerebbe vincere Miss Universo, se solo fossimo un paese di ciechi. Ah no, forse nemmeno per la simpatia potrei vincere, ma se facessero un concorso per chi dice più cacchiate, lí si che sarei nominata la reginetta.

Ah, voglio anche i fuochi d’artificio mentre cammino sul palco sia chiaro. Sicuramente cadrei per un finale con il botto.

Come sempre faccio delle brevi introduzioni. Ho la dote della sintetizzazione.
Ho finito la scuola
Questi cinque mesi sono stati lunghi e per certi versi anche impegnativi. Ho dovuto lasciare Alessandro con il papà da solo. Ametto che all’inizio la cosa mi terrorizzava, pensavo di ritrovarmi Ale che accudiva il padre o ritrovarlo dentro la lavatrice mentre mangiava un barattolo di nutella. Invece devo dire che mi hanno stupita i due teppisti. Sono vivi mi basta questo. I primi momenti sono stata piuttosto scettica riguardo la scuola, pensavo di non riuscire a completare i libri di test ma poi, ho imparato a copiare! No dai, non è vero. Beh qualche volta ho barato, mi sono fatta aiutare.

No no, ho proprio copiato certe volte.

Capra, capra, capra.

Sgarbi, vedi di non rompere le palle pure tu!

Pensare che in 5 mesi ho fatto solo 3 assenze. Mi sono sentita obbligata a stare a casa quelle volte, mica perché ero malata o altro, semplicemente mi pareva brutto non fare nemmeno un’assenza. Però devo confessarvi che mi sentivo quasi in colpa, sono proprio invecchiata. Forse mi sono responsabilizzata.

Naaaaa, sono invecchiata, responsabilizzata mai nemmeno a 90 anni.

La scuola mi ha insegnato molte cose, come ad esempio che proprio dietro l’angolo c’e un ristorantino giapponese super top! Scherzi a parte, ho davvero imparato molte cose, mi sono servite anche con Alessandro. I giorni a scuola iniziavano con una chiacchierata iniziale dove ognuno raccontava qualcosa se ne aveva voglia, inutile dirvi che io avevo sempre qualcosa da dire. Poi la prof spiegava la lezione fino alle 11 perché poi avevamo 20 minuti di pausa per poi ricominciare fino all’1 che iniziava la pausa pranzo di un’ora. Le ultime due ore e mezza solitamente si completavano i libri di test, però tante volte smorzavamo facendo dei giochi, mi sembrava di tornare all’oratorio estivo. È stata piacevole la permanenza a scuola, le giornate passavano veloci nonostante le mie nottate da incubo e il sonno che non mi abbandonava mai.
Ho finito la scuola
Durante lo stage che qui chiamano ‘’placement”, ho capito che mi piace stare con i bambini, che loro possono permettersi di prendermi in giro sul mio inglese senza il bisogno che mi venga un tic nervoso e l’istinto omicida. Ho imparato come approcciarmi a loro, come gestire una situazione di conflitto tra di loro. La frase più quotata era: “Excuse me Eve, but he did that to me can u say to stop it?…” che vorrebbe dire: “Scusami Eve, ma lui ha fatto questo, puoi dirgli di smettere?…” Cercare di capire cosa fosse successo e sistemare la cosa quando in realtà nella mia testa il primo pensiero era, -ma sí tiragli una sberla vedrai che smette- ho dovuto imparare ad essere un esempio, il che mi fa sempre un po’ paura. A scuola sono state più le volte che ho sentito le parole ”Role Modelling” che la parola buongiorno, dobbiamo essere un esempio per i bambini, loro guardano, scrutano ci osservano e copiano.

Madonna, adesso li faccio diventare tutti psicopatici poverini!

Dai, scherzo, ho appreso in pieno il significato di ”Role Modelling”, penso sempre prima di agire davanti a loro, non dico le parolacce giuro. Finiti questi mesi potrò lavorare come educatrice in qualsiasi asilo, con i bambini da 0 a 6 anni nella speranza che qualcuno mi assuma. Settimana scorsa la prof ci ha detto di non preoccuparci se i primi colloqui non andranno bene, vuol dire che la vita ci riserva qualcosa di molto meglio più adatto a noi. Io la vedo sempre una frase di circostanza per gli sfigati che non vengono presi. Ha detto anche un’altra cosa però “NEVER GIVE UP”, tranquilla cara che vado a bussare porta a porta e uno che mi prende lo trovo.

Si conclude un altro capitolo della mia vita, chissà come andrà a finire la ricerca del mio nuovo lavoro, questo ve lo dico poi a Settembre, a fine Maggio parto per venire in Italia, finalmente vedrò i miei amici e famigliari….ma chissenefrega della gente, io non vedo l’ora di strafogarmi di cibo.
Vi amo amici e parenti!
A presto
Eve

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6 comments

  1. Rosi 19 maggio, 2017 at 13:07 Rispondi

    Sei una grande scrittrice Eve..sempre piu brava…quando finisco.di leggere un tuo pezzo..vivo sempre la stessa emozione: tristezza..xke’ e’ terminato ed io vorrei leggere ancora…x ore..Spero di leggere presto il tuo primo libro, xke penso ke questo sarà il tuo lavoro x il futuro…Intanto congratulazioni x il nuovo traguardo ke hai raggiunto…sei meravigliosa ??tvb Rosi

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